CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 29/06/2015 Lettura: ~2 min

Prevedere la fibrillazione atriale dopo intervento cardiochirurgico con la dispersione dell’onda P

Fonte
G ITAL CARDIOL │ VOL 16 │ SUPPL 1 AL N 5 2015.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Raimondo Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è un problema comune dopo un intervento al cuore. Capire chi rischia di svilupparla può aiutare a gestire meglio la cura. Questo testo spiega come una semplice misura dell’elettrocardiogramma può indicare il rischio di questa complicanza.

Che cos’è la fibrillazione atriale post-operatoria

La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco che può comparire dopo un intervento al cuore. È la complicanza più frequente in questi casi. La FA si verifica quando le onde elettriche che fanno battere il cuore diventano irregolari, causando un battito veloce e disorganizzato.

La dispersione elettrica atriale e l’onda P

Il cuore ha un segnale elettrico chiamato onda P, che rappresenta l’attività degli atri, le camere superiori del cuore. La dispersione dell’onda P (Pd) è la differenza di tempo, misurata in millisecondi, tra la durata più lunga e quella più corta dell’onda P registrata sull’elettrocardiogramma (ECG) a 12 derivazioni.

Questa misura è semplice, non invasiva e può essere fatta con strumenti comuni, come una lente d’ingrandimento millimetrata sul tracciato ECG.

Lo studio e i suoi risultati

  • Sono stati studiati 200 pazienti, con età media di 65 anni, sottoposti a riabilitazione dopo intervento cardiochirurgico.
  • Durante circa 13 giorni di osservazione, 44 pazienti (22%) hanno sviluppato fibrillazione atriale.
  • I pazienti che hanno avuto FA avevano una dispersione dell’onda P significativamente maggiore (105 ms in media) rispetto a chi non l’ha sviluppata (82 ms in media).
  • La relazione tra la dispersione dell’onda P e il rischio di FA è risultata significativa anche considerando altri fattori come età, diabete, pressione alta e altri esami del sangue.
  • Quando la dispersione era superiore a 60 ms, il rischio di sviluppare FA era molto più alto.

Cosa significa questo per i pazienti

Misurare la dispersione dell’onda P all’ECG può aiutare i medici a identificare chi ha un rischio maggiore di sviluppare fibrillazione atriale dopo un intervento al cuore. Questo permette di monitorare meglio questi pazienti durante la riabilitazione.

In conclusione

La dispersione elettrica atriale, calcolata come differenza tra la durata massima e minima dell’onda P sull’elettrocardiogramma, è un indicatore utile per prevedere la fibrillazione atriale dopo un intervento cardiochirurgico. Questo semplice esame può aiutare a riconoscere i pazienti a rischio e migliorare la loro assistenza durante la riabilitazione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Raimondo

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA