Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno misurato la 25-idrossivitamina D (una forma di vitamina D nel sangue che indica il suo livello nel corpo) in quasi 12.000 persone partecipanti allo studio ARIC. Questi partecipanti avevano un'età media di 57 anni e includevano sia donne che uomini, con circa un quarto di persone di origine africana (nere).
Inoltre, sono stati analizzati due specifici polimorfismi genetici (variazioni nel gene della proteina che lega la vitamina D, chiamata DBP) per capire se questi influenzassero il rischio di malattie cardiache legato ai livelli di vitamina D.
Risultati principali
- Durante circa 20 anni di osservazione, sono stati registrati 1.230 nuovi casi di malattie cardiache.
- Tra le persone bianche con livelli molto bassi di vitamina D (meno di 17 ng/ml), il rischio di malattie cardiache era più alto rispetto a chi aveva livelli più alti.
- Questo aumento del rischio non è stato osservato nelle persone nere.
- Quando si sono considerati altri fattori come abitudini di vita e condizioni socioeconomiche, l’associazione tra vitamina D bassa e rischio di malattie cardiache nei bianchi è rimasta significativa.
- Tuttavia, quando sono stati inclusi fattori come pressione alta, diabete, funzione renale, livelli di grassi nel sangue e infiammazione, questa associazione non è più risultata chiara.
- I polimorfismi genetici della proteina legante la vitamina D non hanno influenzato il legame tra i livelli di vitamina D e il rischio di malattie cardiache.
Cosa significa
Questi risultati suggeriscono che avere bassi livelli di vitamina D può essere collegato a un maggior rischio di malattie cardiache nelle persone bianche, ma non nelle persone nere. Tuttavia, altri problemi di salute e fattori biologici possono spiegare in parte questo legame.
Inoltre, le variazioni genetiche studiate non sembrano modificare questo rapporto.
In conclusione
Lo studio mostra che livelli bassi di vitamina D sono associati a un rischio maggiore di malattie cardiache nelle persone bianche, ma non nelle persone nere. Questo legame è influenzato da altri fattori di salute e non cambia in base ai polimorfismi genetici della proteina legante la vitamina D.