CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 26/10/2015 Lettura: ~2 min

Efficacia degli scaffold bioriassorbibili con rilascio di everolimus per la malattia coronarica

Fonte
Fonte: October 12, 2015 DOI: 10.1056/NEJMoa1509038.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 05/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega uno studio importante che ha confrontato due tipi di dispositivi usati per trattare le arterie coronariche ostruite. Questi dispositivi aiutano a mantenere aperti i vasi sanguigni del cuore. Lo studio ha valutato la sicurezza e l'efficacia di uno scaffold che si riassorbe nel tempo rispetto a uno stent metallico tradizionale.

Che cosa sono gli scaffold bioriassorbibili e gli stent medicati

Le persone con problemi alle arterie del cuore possono ricevere un stent, un piccolo tubicino che mantiene aperto il vaso sanguigno. Gli stent medicati rilasciano un medicinale chiamato everolimus per prevenire la chiusura del vaso.

Gli scaffold bioriassorbibili sono dispositivi simili, ma fatti di materiali che il corpo può assorbire e dissolvere nel tempo. L'idea è che, dopo aver svolto la loro funzione, non rimangano più nel vaso, potenzialmente riducendo alcuni rischi a lungo termine.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha coinvolto 2.008 pazienti con angina stabile o instabile, cioè con sintomi di ridotto flusso sanguigno al cuore. I pazienti sono stati divisi casualmente in due gruppi:

  • 1.322 pazienti hanno ricevuto lo scaffold bioriassorbibile con rilascio di everolimus (chiamato Absorb).
  • 686 pazienti hanno ricevuto uno stent metallico in cromo-cobalto con rilascio di everolimus (chiamato Xience).

Obiettivo dello studio

L'obiettivo principale era valutare il fallimento del trattamento entro un anno, cioè se si verificavano eventi come:

  • morte per problemi cardiaci;
  • infarto nel vaso trattato;
  • necessità di un nuovo intervento per problemi nel vaso trattato.

Risultati principali

  • Il fallimento del trattamento a 1 anno è avvenuto nel 7,8% dei pazienti con scaffold bioriassorbibile e nel 6,1% con lo stent metallico.
  • Questa differenza è stata considerata accettabile per dimostrare che lo scaffold non è peggiore dello stent tradizionale.
  • Non ci sono state differenze significative tra i due gruppi per quanto riguarda la morte cardiaca, l'infarto o la necessità di nuovi interventi.
  • La trombosi dello stent, cioè la formazione di un coagulo nel dispositivo, è stata leggermente più frequente con lo scaffold (1,5% contro 0,7%), ma senza differenze statisticamente significative.

In conclusione

Questo studio ha mostrato che, in pazienti con malattia coronarica non complicata, l'uso di uno scaffold bioriassorbibile con rilascio di everolimus è sicuro e efficace quanto uno stent metallico tradizionale a base dello stesso medicinale, almeno nel primo anno dopo l'intervento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA