Che cos'è l'empagliflozin
L'empagliflozin è un farmaco che appartiene alla classe degli inibitori del SGLT-2. Questi farmaci aiutano a eliminare lo zucchero in eccesso attraverso l'urina, migliorando il controllo della glicemia nelle persone con diabete di tipo 2.
Lo studio e i partecipanti
Lo studio ha coinvolto 7.028 pazienti con diabete di tipo 2 e una malattia cardiovascolare già nota, con un'età media di 63 anni e circa un quarto donne. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi per ricevere due diverse dosi di empagliflozin (10 mg o 25 mg) o un placebo (una pillola senza principio attivo).
La durata media dello studio è stata di circa 3 anni.
Chi ha partecipato
- Pazienti con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare nota
- Livelli di emoglobina glicata (HbA1c) tra 7% e 10% per chi era già in terapia, o tra 7% e 9% per chi non aveva mai preso farmaci per il diabete
- Indice di massa corporea fino a 45 kg/m2
- Funzione renale adeguata (filtrazione glomerulare superiore a 30 ml/min)
Risultati principali
L'obiettivo principale dello studio era valutare un insieme di eventi gravi legati al cuore, cioè:
- morte per cause cardiovascolari
- infarto del miocardio non fatale (attacco di cuore senza esito letale)
- ictus
I risultati hanno mostrato che i pazienti che hanno assunto empagliflozin hanno avuto meno eventi di questo tipo rispetto a quelli che hanno ricevuto il placebo:
- Eventi cardiovascolari principali: 10,5% con empagliflozin contro 12,1% con placebo
- Morte per cause cardiovascolari: 3,7% contro 5,9%
- Infarto miocardico: 4,8% contro 5,4% (differenza non significativa)
- Ictus: 3,5% contro 3,0% (differenza non significativa)
Questi risultati sono stati simili per entrambe le dosi di empagliflozin testate.
Cosa significa per i pazienti
Questi dati indicano che empagliflozin può essere un aiuto importante per chi ha il diabete di tipo 2 e problemi cardiaci, migliorando il controllo dello zucchero nel sangue e riducendo il rischio di eventi gravi al cuore.
In conclusione
L'empagliflozin è un farmaco che, oltre a migliorare il controllo glicemico nel diabete di tipo 2, riduce il rischio di morte e altri problemi cardiovascolari nei pazienti con malattia cardiaca. Questo studio ha confermato la sua efficacia e sicurezza in un ampio gruppo di pazienti seguiti per più di tre anni.