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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/11/2015 Lettura: ~2 min

Effetti della PCI sulla sopravvivenza a lungo termine in pazienti con Cardiopatia Ischemica Stabile

Fonte
NEJM 373:1937-1946 November 12, 2015 DOI: 10.1056/NEJMoa1505532.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio importante che ha confrontato due modi di trattare una malattia del cuore chiamata cardiopatia ischemica stabile. Lo studio ha valutato se un intervento chiamato PCI, insieme alla terapia medica, aiuta le persone a vivere più a lungo rispetto alla sola terapia medica.

Che cos'è la PCI e la cardiopatia ischemica stabile?

La PCI (intervento coronarico percutaneo) è una procedura medica che serve a migliorare il flusso di sangue al cuore. Si usa spesso per trattare l'angina, cioè il dolore al petto causato da un ridotto apporto di sangue al cuore, che si verifica nella cardiopatia ischemica stabile.

Lo studio e i suoi obiettivi

Tra il 1999 e il 2004, sono stati coinvolti 2.287 pazienti con questa malattia. Sono stati divisi in due gruppi:

  • uno ha ricevuto solo la terapia medica ottimale, cioè i farmaci e le cure migliori disponibili;
  • l'altro ha ricevuto la terapia medica più la PCI.

L'obiettivo era capire se la PCI, oltre a migliorare i sintomi, aiutasse anche a vivere più a lungo.

I risultati a lungo termine

I pazienti sono stati seguiti per un periodo che è arrivato fino a 15 anni. Durante questo tempo, i ricercatori hanno controllato quante persone sono morte per qualsiasi causa.

Su 1.211 pazienti con dati disponibili, sono stati registrati 561 decessi:

  • 284 nel gruppo che ha fatto la PCI (25%);
  • 277 nel gruppo con solo terapia medica (24%).

Questi numeri mostrano che non c'è stata una differenza significativa nella sopravvivenza tra i due gruppi.

Cosa significa questo per i pazienti

In pratica, anche se la PCI può aiutare a ridurre il dolore al petto, non sembra aumentare la durata della vita rispetto alla sola terapia medica nei pazienti con cardiopatia ischemica stabile.

In conclusione

Lo studio ha dimostrato che, in pazienti con cardiopatia ischemica stabile, l'aggiunta della PCI alla terapia medica non migliora la sopravvivenza a lungo termine rispetto alla sola terapia medica. Questo risultato è importante per capire meglio le scelte di trattamento e discutere con il proprio medico le opzioni più adatte.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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