Che cos'è la fibrillazione atriale e perché è importante riconoscerla
La fibrillazione atriale è un problema del cuore che si manifesta con un battito irregolare. Colpisce circa l'1-2% delle persone sopra i 65 anni. Molti non sanno di averla, ma questa condizione aumenta il rischio di eventi gravi come l'ictus causato da emboli, cioè coaguli che si formano nel cuore e possono bloccare i vasi sanguigni.
Lo studio EARLY: come trovare la fibrillazione atriale prima che dia problemi
Un gruppo di ricercatori a Barcellona ha voluto capire se fosse possibile scoprire prima la fibrillazione atriale nelle persone a rischio. Hanno considerato oltre 7000 persone con fattori che aumentano il rischio, come:
- età superiore a 65 anni
- malattie del cuore come la cardiopatia ischemica o valvolare
- ipertensione (pressione alta)
- diabete
- scompenso cardiaco (quando il cuore funziona meno bene)
Di queste, circa 920 hanno partecipato allo studio EARLY e sono state divise in due gruppi:
- Gruppo di intervento: visite mediche ogni 6 mesi per 2 anni, con controllo del polso e un elettrocardiogramma (ECG), un esame che registra l'attività elettrica del cuore.
- Inoltre, gli infermieri hanno insegnato a queste persone come controllarsi il polso almeno una volta al mese e come riconoscere segnali che potrebbero indicare la fibrillazione atriale, come:
- palpitazioni (sensazione di battito accelerato o irregolare)
- dolore al petto
- vertigini
- difficoltà a respirare
- stanchezza facile
Se notavano uno di questi sintomi, dovevano contattare subito il medico.
I risultati dello studio
Dopo 6 mesi, nel gruppo con controlli regolari sono stati trovati 8 nuovi casi di fibrillazione atriale, mentre nel gruppo senza intervento solo 1 caso. Dopo 2 anni, i nuovi casi erano 11 nel gruppo di intervento e 6 nel gruppo di controllo.
Questo dimostra che un controllo più attento e l'educazione al riconoscimento dei sintomi possono raddoppiare le diagnosi di fibrillazione atriale nelle persone a rischio.
Limiti e speranze
Lo studio riconosce che alcuni casi di fibrillazione atriale che si presentano in modo intermittente e senza sintomi (detta parossistica asintomatica) potrebbero non essere individuati con questo metodo. Tuttavia, si spera che insegnare alle persone a monitorarsi e a riferire i sintomi possa aiutare a scoprire anche questi casi più difficili.
In conclusione
La medicina generale può giocare un ruolo importante nel trovare presto la fibrillazione atriale nelle persone a rischio. Un programma semplice e a basso costo, che include visite regolari, controllo del polso e educazione del paziente, può aiutare a identificare il doppio dei casi rispetto alla cura abituale. Questo permette di intervenire prima e di ridurre il rischio di complicazioni gravi.