Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno confrontato il rischio di sanguinamenti maggiori in pazienti con fibrillazione atriale trattati con due metodi diversi:
- la chiusura dell’auricola sinistra (una piccola parte del cuore dove si possono formare coaguli),
- la terapia con warfarin, un farmaco anticoagulante preso per via orale.
La chiusura dell’auricola sinistra è un’alternativa ai farmaci anticoagulanti per prevenire la formazione di coaguli che possono causare ictus.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio ha analizzato i dati di 1.114 pazienti con fibrillazione atriale seguiti per circa 3 anni. Sono stati confrontati due gruppi:
- pazienti trattati con la chiusura dell’auricola sinistra usando un dispositivo chiamato WATCHMAN,
- pazienti trattati con warfarin a lungo termine.
Risultati principali
Il numero totale di sanguinamenti importanti durante tutto il periodo di osservazione è stato molto simile nei due gruppi:
- 3,5 eventi ogni 100 pazienti all’anno nel gruppo con chiusura dell’auricola,
- 3,6 eventi ogni 100 pazienti all’anno nel gruppo con warfarin.
Quindi, non c’è stata una differenza significativa nel rischio complessivo di sanguinamenti maggiori.
Dettagli sul sanguinamento nel tempo
Dopo la prima settimana dal trattamento, la chiusura dell’auricola sinistra ha mostrato un rischio più basso di sanguinamenti rispetto al warfarin:
- 1,8 eventi ogni 100 pazienti all’anno contro 3,6 nel gruppo warfarin.
Questa differenza è diventata ancora più evidente dopo 6 mesi, quando i pazienti con chiusura dell’auricola hanno interrotto i farmaci anticoagulanti e antiaggreganti:
- 1,0 evento ogni 100 pazienti all’anno contro 3,5 nel gruppo warfarin.
La riduzione del rischio di sanguinamento dopo la chiusura dell’auricola è stata osservata in tutti i gruppi di pazienti analizzati.
In conclusione
Lo studio mostra che, nel lungo termine, non c’è differenza nel rischio complessivo di sanguinamenti maggiori tra la chiusura dell’auricola sinistra e la terapia con warfarin. Tuttavia, la chiusura dell’auricola può ridurre il rischio di sanguinamento dopo la prima settimana e soprattutto dopo sei mesi, quando si sospendono i farmaci anticoagulanti.