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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/04/2016 Lettura: ~2 min

Studio DANAMI-3-DEFER: Ritardare l’impianto di stent nei pazienti con STEMI non riduce i rischi principali

Fonte
American College of Cardiology (ACC) 2016 Scientific Sessions

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha valutato se posticipare l'impianto dello stent nei pazienti con un infarto cardiaco grave (STEMI) potesse migliorare la loro salute a lungo termine. I risultati mostrano che questa pratica non offre benefici rispetto all'impianto immediato, confermando l'importanza di un trattamento rapido.

Che cos'è lo STEMI e come si tratta

Lo STEMI è un tipo grave di infarto del cuore causato dall'ostruzione completa di un'arteria coronaria. Per salvare il muscolo cardiaco, è fondamentale riaprire l'arteria il prima possibile con una procedura chiamata angioplastica. Durante questa procedura, si posiziona uno stent, un piccolo tubicino metallico, per mantenere l'arteria aperta.

Perché si è pensato di ritardare l'impianto dello stent

Dopo la riapertura dell'arteria, possono rimanere piccoli coaguli di sangue nel punto stretto. Se lo stent viene messo subito, questi coaguli possono spostarsi e bloccare le arterie più piccole, danneggiando ulteriormente il cuore. Alcuni studi piccoli avevano suggerito che aspettare qualche ora o giorno prima di mettere lo stent potesse permettere ai farmaci di ridurre questi coaguli, migliorando il flusso sanguigno e proteggendo il cuore.

Come è stato condotto lo studio DANAMI-3-DEFER

Lo studio, il più grande finora su questo tema, ha coinvolto 1.234 pazienti con STEMI, trattati entro 12 ore dall'inizio dei sintomi. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • un gruppo ha ricevuto l'impianto dello stent subito durante l'angioplastica;
  • l'altro ha avuto l'impianto dello stent posticipato di 24-48 ore dopo un controllo.

I ricercatori hanno seguito i pazienti per una media di 43 mesi, valutando la mortalità, i ricoveri per insufficienza cardiaca, nuovi infarti e la necessità di ulteriori interventi.

Risultati principali

Alla fine dello studio, non ci sono state differenze significative tra i due gruppi. Circa il 17-18% dei pazienti in entrambi i gruppi ha avuto uno degli eventi considerati (morte, insufficienza cardiaca, nuovo infarto o nuovo intervento). Questo indica che ritardare l'impianto dello stent non ha migliorato la sopravvivenza né ridotto le complicazioni.

Implicazioni per il trattamento

Questi risultati confermano che l'impianto immediato dello stent durante l'angioplastica è la procedura più efficace e sicura per i pazienti con STEMI. Ritardare questa procedura non porta benefici e quindi non è raccomandato come pratica abituale.

In conclusione

Lo studio DANAMI-3-DEFER ha dimostrato che ritardare l'impianto dello stent nei pazienti con infarto STEMI non riduce il rischio di morte, insufficienza cardiaca, nuovi infarti o ulteriori interventi. Il trattamento rapido con impianto immediato dello stent rimane lo standard più sicuro ed efficace.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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