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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/04/2016 Lettura: ~2 min

Fattori di rischio riproduttivi e malattia coronarica nelle donne

Fonte
Fonte: CIRCULATIONAHA.115.017854 - doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.115.017854 - Nisha I. Parikh.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Alcuni aspetti legati alla salute riproduttiva delle donne possono influenzare il rischio di sviluppare malattie del cuore, in particolare la malattia coronarica. È importante capire come questi fattori si collegano al rischio per poter migliorare la prevenzione e la cura.

Che cosa significa il rischio riproduttivo per la salute del cuore

I fattori riproduttivi sono caratteristiche legate alla storia della salute sessuale e riproduttiva di una donna, come l'età alla prima gravidanza, il numero di figli nati vivi, la presenza di aborti o nascite premature, l'infertilità e l'allattamento al seno.

Questi fattori possono fornire un'indicazione precoce del rischio di malattia coronarica (CHD), cioè problemi alle arterie del cuore che possono causare infarti o altri disturbi cardiaci.

Lo studio e i suoi risultati principali

Uno studio osservazionale chiamato Health Initiative in Women ha analizzato quasi 73.000 donne per capire come i fattori riproduttivi influenzano il rischio di malattia coronarica.

Le donne sono state seguite per una media di 12 anni e sono stati considerati diversi elementi come:

  • età alla prima gravidanza
  • numero di figli nati vivi
  • numero di aborti
  • allattamento al seno
  • altri fattori legati alla fertilità e al ciclo mestruale

I risultati hanno mostrato che alcune caratteristiche riproduttive, come una età giovane al primo parto, un maggiore numero di nascite premature, un numero più alto di aborti e la mancanza di allattamento al seno, sono associate a un aumento del rischio di malattia coronarica.

Quanto questi fattori aiutano a prevedere il rischio

Quando si aggiungono i fattori riproduttivi ai modelli già usati per valutare il rischio di malattia coronarica, si osserva un modesto miglioramento nella capacità di prevedere chi svilupperà la malattia.

In particolare:

  • la capacità di discriminare tra donne a rischio e non (misurata con la C-statistica) aumenta leggermente;
  • l'indice di discriminazione integrato (IDI), che valuta la precisione del modello, mostra un piccolo miglioramento;
  • l'indice netto di riclassificazione (NRI), che misura quanto il modello aiuti a riorganizzare correttamente il rischio, non migliora in modo significativo per chi ha eventi cardiaci, mentre migliora leggermente per chi non li ha.

In conclusione

I fattori legati alla storia riproduttiva di una donna sono collegati al rischio di malattia coronarica in modo indipendente rispetto agli altri fattori di rischio tradizionali.

Questi elementi aggiungono un contributo modesto nel migliorare la previsione del rischio, ma non cambiano in modo sostanziale la classificazione complessiva del rischio nelle donne.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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