Che cos’è lo studio REVISIT US
Lo studio REVISIT US ha valutato circa 23.000 pazienti negli Stati Uniti con fibrillazione atriale non-valvolare, cioè senza problemi alle valvole cardiache. Lo scopo era confrontare due farmaci anticoagulanti: rivaroxaban e warfarin.
Come è stato condotto lo studio
- 11.411 pazienti trattati con warfarin
- 11.411 pazienti trattati con rivaroxaban
- Tutti avevano un rischio moderato o alto di ictus, valutato con il punteggio CHA2DS2-VASc pari o superiore a 2
- Non avevano avuto precedenti ictus o sanguinamenti cerebrali
Lo studio ha utilizzato dati reali raccolti tra il 2012 e il 2014, analizzando eventi come ictus ischemico (dovuto a un blocco del flusso di sangue al cervello) ed emorragie maggiori, in particolare quelle cerebrali.
Risultati principali
- Con rivaroxaban, l’incidenza di ictus ischemico è stata dello 0,54% all’anno, contro lo 0,83% con warfarin
- Le emorragie cerebrali sono state meno frequenti con rivaroxaban (0,49% all’anno) rispetto a warfarin (0,96% all’anno)
Questi dati indicano che rivaroxaban è associato a un rischio più basso sia di ictus che di sanguinamenti cerebrali rispetto a warfarin.
Conferme da studi precedenti
I risultati di REVISIT US confermano quelli di altri studi importanti:
- ROCKET AF, uno studio clinico controllato, che aveva già mostrato efficacia simile di rivaroxaban rispetto a warfarin per prevenire l’ictus e un rischio inferiore di sanguinamenti maggiori
- XANTUS, uno studio osservazionale che aveva evidenziato sicurezza ed efficacia di rivaroxaban nella pratica clinica quotidiana
In conclusione
Lo studio REVISIT US conferma che rivaroxaban è un’opzione efficace e sicura per prevenire l’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare. Rispetto a warfarin, rivaroxaban mostra un profilo migliore, con meno ictus ischemici e meno sanguinamenti cerebrali, anche nella vita reale.