Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno coinvolto 12.705 persone di diversi Paesi e origini etniche. Tutti erano a rischio intermedio di eventi cardiovascolari, ma non avevano ancora malattie cardiache o ictus. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto rosuvastatina 10 mg al giorno, l'altro un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo.
Obiettivi dello studio
Gli obiettivi principali erano valutare se la rosuvastatina potesse ridurre:
- Il rischio di morte per cause cardiovascolari, infarto (attacco di cuore) non fatale o ictus non fatale.
- Eventi come interventi per migliorare il flusso di sangue al cuore (rivascolarizzazione), insufficienza cardiaca e arresto cardiaco con successo di rianimazione.
Risultati principali
Dopo circa 5 anni e mezzo di osservazione, il gruppo trattato con rosuvastatina ha mostrato:
- Una riduzione del colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") del 26,5% rispetto al gruppo placebo.
- Un rischio significativamente più basso di eventi cardiovascolari principali: il 3,7% ha avuto uno di questi eventi rispetto al 4,8% del gruppo placebo.
- Risultati simili anche per il secondo gruppo di eventi considerati, con una riduzione dal 5,7% al 4,4%.
Cosa significa tutto questo
Il trattamento con rosuvastatina a 10 mg al giorno può aiutare a prevenire eventi gravi come infarti e ictus in persone che non hanno ancora malattie cardiovascolari ma che presentano un rischio moderato. Questo beneficio è stato osservato in una popolazione con diverse origini etniche, rendendo i risultati più ampi e applicabili a molte persone.
In conclusione
La rosuvastatina a 10 mg al giorno riduce in modo significativo il rischio di eventi cardiovascolari in persone a rischio intermedio senza malattie cardiache, anche in gruppi etnicamente diversi. Questo conferma l'importanza del controllo del colesterolo per la prevenzione delle malattie del cuore e dei vasi sanguigni.