Che cosa è stato studiato
Due studi chiamati RECOVER I e II hanno coinvolto circa 5.100 pazienti con tromboembolismo venoso, una condizione in cui si formano coaguli di sangue nelle vene. Circa metà dei pazienti ha preso dabigatran e l'altra metà warfarin, un altro farmaco anticoagulante. I pazienti sono stati seguiti per circa 164 giorni in media.
Risultati principali
- Dabigatran ha ridotto il rischio di sanguinamenti totali del 30% rispetto al warfarin.
- Ha anche diminuito il rischio di sanguinamenti maggiori e clinicamente rilevanti del 38%.
- Il rischio di sanguinamenti maggiori è diminuito del 40% in una fase specifica dello studio, anche se questo risultato non è stato considerato statisticamente certo a causa del basso numero di eventi.
Fattori che aumentano il rischio di sanguinamento
In entrambi i gruppi di pazienti, il rischio di sanguinamento aumentava in presenza di:
- Età avanzata
- Funzione renale ridotta, cioè quando i reni non lavorano bene
- Appartenenza all'etnia asiatica
- Uso contemporaneo di farmaci antiaggreganti, che sono medicine che impediscono alle piastrine di formare coaguli
Altri dettagli importanti
La riduzione del rischio di sanguinamento con dabigatran è stata osservata in tutte le parti del corpo dove possono verificarsi emorragie. Inoltre, questa riduzione è stata simile in diversi gruppi di pazienti studiati.
Negli studi RECOVER I e II, la dose di dabigatran utilizzata era di 150 mg due volte al giorno.
In conclusione
Dabigatran, rispetto al warfarin, è associato a un rischio inferiore di sanguinamenti totali e di sanguinamenti maggiori nei pazienti con tromboembolismo venoso. Tuttavia, il rischio di sanguinamento aumenta con l'età, problemi ai reni, etnia asiatica e uso di altri farmaci che influenzano la coagulazione.