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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/06/2016 Lettura: ~2 min

La prevenzione dei coaguli nella fibrillazione atriale: dati iniziali dal registro ELAF in Lombardia orientale

Fonte
47° Congresso Nazionale ANMCO, Rimini, 2-4 giugno 2016.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è una condizione del cuore che può aumentare il rischio di formazione di coaguli nel sangue. Per prevenire questi problemi, si usano farmaci anticoagulanti. Questo testo presenta dati preliminari su come questi farmaci vengono usati nella pratica reale in alcune strutture sanitarie della Lombardia orientale.

Che cos'è il registro ELAF

Il registro ELAF (East Lombardy Atrial Fibrillation Registry) raccoglie informazioni su pazienti con fibrillazione atriale seguiti in 10 centri della Lombardia orientale durante il 2015. L'obiettivo è capire come vengono usati i farmaci per prevenire i coaguli nel sangue nella vita reale.

Chi sono i pazienti osservati

  • Numero di pazienti: 1.114
  • Età media: 75 anni
  • Circa il 61% sono uomini
  • Il 63% sono seguiti in ambulatorio
  • Condizioni associate comuni:
    • Diabete nel 26%
    • Pressione alta nel 73%
    • Insufficienza cardiaca nel 45%
    • Problemi alle coronarie nel 33%
    • Insufficienza renale cronica nel 38%
  • Tipi di fibrillazione atriale:
    • Parossistica (episodi intermittenti): 39%
    • Persistente (continua per un periodo prolungato): 28%
    • Permanente (presente sempre): 33%

Come si valuta il rischio

Per decidere se usare anticoagulanti si usano punteggi che stimano il rischio di coaguli e di sanguinamenti:

  • CHA2DS2-VASc: misura il rischio di coaguli, in media 3.8 (più alto significa più rischio)
  • HAS-BLED: misura il rischio di sanguinamenti, in media 2.3

Uso dei farmaci anticoagulanti

Durante le visite mediche, si è osservato un aumento nell'uso dei farmaci per prevenire i coaguli:

  • Anticoagulanti totali (sia vecchi che nuovi): dal 68.5% al 79.7% dei pazienti
  • Nuovi anticoagulanti orali (NAO): dal 18.3% al 35.3%

Tra i nuovi anticoagulanti prescritti:

  • Apixaban: 37.9%
  • Dabigatran: 37.2%
  • Rivaroxaban: 24.9%

Non tutti i pazienti hanno ricevuto la dose piena di questi farmaci (solo il 64.6%).

Cambiamenti nella terapia

  • Il 15.7% dei pazienti che usava anticoagulanti tradizionali è passato ai nuovi anticoagulanti
  • Il 21.4% dei pazienti che non usava nuovi anticoagulanti ha iniziato a prenderli

Uso della terapia antiaggregante

Il 14.2% dei pazienti ha ricevuto farmaci antiaggreganti, che aiutano a prevenire la formazione di coaguli ma in modo diverso dagli anticoagulanti. Le ragioni principali sono:

  • Percezione di alto rischio di sanguinamento (65.9%)
  • Percezione di basso rischio di coaguli (14.2%)
  • Senza motivo chiaro (19.9%)

Tra questi, solo uno paziente aveva un reale basso rischio di coaguli secondo il punteggio CHA2DS2-VASc.

In conclusione

Questo studio mostra che, nella pratica quotidiana, l'uso dei nuovi anticoagulanti sta aumentando tra i pazienti con fibrillazione atriale in Lombardia orientale. Tuttavia, permangono alcune incertezze e differenze nelle scelte terapeutiche, soprattutto riguardo alle dosi e all'uso di farmaci antiaggreganti. Questi dati aiutano a comprendere meglio come vengono gestiti questi pazienti nella vita reale.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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