Gli SGLT2 inibitori (inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio-2) sono farmaci che inizialmente venivano usati per il diabete. Oggi sappiamo che aiutano anche il cuore a lavorare meglio nelle persone con insufficienza cardiaca (una condizione in cui il cuore fatica a pompare il sangue in modo efficiente).
La novità importante è che questi farmaci funzionano anche quando la funzione del cuore non è gravemente ridotta. Per capire meglio: i medici misurano l'efficienza del cuore con un valore chiamato frazione di eiezione (la percentuale di sangue che il cuore riesce a spingere fuori a ogni battito). Gli SGLT2 inibitori aiutano anche chi ha una frazione di eiezione superiore al 40%.
Cosa dice la ricerca più recente
Uno studio americano ha seguito oltre 158.000 pazienti ricoverati per insufficienza cardiaca tra il 2021 e il 2023. I risultati mostrano che l'uso di questi farmaci sta crescendo rapidamente:
- Nel 2021, solo il 4,2% dei pazienti riceveva questi farmaci alla dimissione
- Nel 2023, la percentuale è salita al 23,5%
- In totale, circa 22.000 pazienti (il 14%) hanno ricevuto una prescrizione
Lo studio ha anche scoperto che i pazienti con funzione cardiaca lievemente ridotta (frazione di eiezione tra 41% e 49%) ricevono più spesso questi farmaci rispetto a chi ha una funzione conservata (50% o più).
💡 Lo studio EMPEROR-Preserved
L'aumento delle prescrizioni è legato ai risultati dello studio EMPEROR-Preserved, pubblicato nel 2021. Questo studio ha dimostrato per la prima volta che gli SGLT2 inibitori riducono il rischio di ricoveri e migliorano la qualità di vita anche nei pazienti con insufficienza cardiaca e funzione del cuore relativamente conservata.
Grandi differenze tra ospedali
La ricerca ha evidenziato un problema importante: non tutti gli ospedali prescrivono questi farmaci con la stessa frequenza. Le differenze sono notevoli:
- Solo il 2% degli ospedali prescrive questi farmaci alla metà o più dei pazienti che potrebbero beneficiarne
- Quasi la metà degli ospedali li prescrive a meno del 10% dei pazienti idonei
Questo significa che la possibilità di ricevere questi farmaci dipende molto da dove vieni curato.
✅ Cosa puoi fare
- Se hai insufficienza cardiaca, chiedi al tuo cardiologo se gli SGLT2 inibitori potrebbero essere utili per te
- Non aver paura di fare domande: questi farmaci sono relativamente nuovi per l'insufficienza cardiaca e non tutti i medici li conoscono ancora bene
- Se il tuo medico non li conosce, puoi suggerire di consultare le linee guida più recenti
- Ricorda che ogni caso è diverso: il tuo medico valuterà se sono adatti alla tua situazione specifica
⚠️ Importante da sapere
Gli SGLT2 inibitori non sono adatti a tutti i pazienti con insufficienza cardiaca. Il tuo medico deve valutare la tua funzione renale, la presenza di altre malattie e i farmaci che già prendi. Non interrompere mai le tue terapie attuali senza aver prima parlato con il tuo cardiologo.
In sintesi
Gli SGLT2 inibitori rappresentano una nuova importante opzione per chi ha insufficienza cardiaca, anche quando la funzione del cuore non è gravemente compromessa. Il loro uso sta crescendo rapidamente, ma esistono ancora grandi differenze tra diversi centri. Se hai insufficienza cardiaca, vale la pena discutere con il tuo cardiologo se questi farmaci potrebbero essere utili per te.