Che cosa ha studiato la ricerca
Lo studio ha confrontato due farmaci chiamati prasugrel e ticagrelor. Entrambi sono usati per aiutare a prevenire nuovi problemi cardiaci in persone che hanno avuto un tipo di infarto chiamato STEMI e che sono stati trattati con una procedura chiamata angioplastica primaria. Questa procedura serve a riaprire i vasi sanguigni bloccati nel cuore.
Quali risultati sono stati valutati
Il principale risultato osservato era un insieme di eventi importanti nei primi 7 giorni dopo il trattamento, tra cui:
- morte
- nuovo infarto
- necessità urgente di un altro intervento per riaprire il vaso sanguigno
- ictus (stroke)
- sanguinamenti gravi
- ricovero ospedaliero prolungato
Lo studio è stato interrotto prima del previsto perché non sono state trovate differenze significative tra i due farmaci in questi eventi, con percentuali molto simili (4,0% per prasugrel e 4,1% per ticagrelor).
Cosa è successo dopo 30 giorni
Dopo un mese, si è valutato un altro insieme di eventi, tra cui morte per problemi cardiaci, nuovo infarto o ictus. Anche in questo caso, le differenze tra i due gruppi erano molto piccole e non statisticamente significative (2,7% per prasugrel e 2,5% per ticagrelor).
Cosa aspettarsi in futuro
I pazienti continueranno a essere seguiti per un anno. I risultati completi e definitivi saranno presentati nel prossimo congresso europeo di cardiologia previsto per il 2017.
In conclusione
Lo studio ha confrontato due nuovi farmaci che aiutano a prevenire complicazioni dopo un infarto trattato con angioplastica. Finora, non sono emerse differenze importanti tra i due farmaci nei primi 30 giorni. Sarà necessario attendere i risultati a un anno per capire meglio se uno dei due è più efficace o sicuro.