Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha analizzato i dati di 447 persone che hanno ricevuto per la prima volta la diagnosi di sindrome di Brugada all'interno delle loro famiglie. Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi in base al periodo in cui sono stati diagnosticati:
- Gruppo iniziale: pazienti diagnosticati fino al 2002 (165 persone)
- Gruppo successivo: pazienti diagnosticati dal 2003 al 2014 (282 persone)
Cosa è cambiato nel tempo
- La morte improvvisa abortita (cioè un evento grave fermato in tempo) come prima manifestazione della malattia è stata più frequente nel gruppo iniziale (12,1%) rispetto al gruppo successivo (4,6%).
- L'inducibilità alla stimolazione elettrica programmata (un test che aiuta a valutare il rischio di aritmie) era presente nel 34,4% del gruppo iniziale e nel 19,2% del gruppo successivo.
- Il pattern elettrocardiografico di tipo 1 spontaneo (un segno tipico della sindrome sul tracciato cardiaco) era più comune nel gruppo iniziale (50,3%) rispetto al gruppo successivo (26,2%).
- I pazienti del gruppo iniziale avevano una maggiore probabilità di ricadute aritmiche nel tempo (19%) rispetto al gruppo successivo (5%).
Significato dei risultati
Questi dati mostrano che, nel tempo, la presentazione della sindrome di Brugada è cambiata. Oggi, i pazienti diagnosticati più di recente tendono ad avere meno eventi gravi come la morte improvvisa abortita. Questo ha importanti conseguenze per come i medici valutano il rischio e decidono il trattamento, specialmente riguardo all'uso della stimolazione elettrica programmata come test prognostico.
In conclusione
Negli ultimi decenni, la diagnosi e la presentazione della sindrome di Brugada sono cambiate, con una riduzione degli eventi gravi nei pazienti più recenti. Questo influenza il modo in cui si valuta il rischio e si gestisce la malattia.