Che cosa significa la terapia di bridging
La terapia di bridging consiste nell'utilizzare prima un farmaco chiamato rtPA (attivatore tissutale del plasminogeno ricombinante) per via endovenosa. Questo farmaco aiuta a sciogliere il coagulo che blocca il vaso cerebrale. Subito dopo si procede con il trattamento endovascolare, cioè un intervento meccanico per rimuovere il blocco nel vaso.
Lo studio e i pazienti coinvolti
Uno studio ha analizzato 109 pazienti con ictus causato da un blocco in una grande arteria del cervello. Di questi, 81 hanno ricevuto la terapia di bridging (rtPA più trattamento endovascolare) e 28 solo il trattamento endovascolare senza il farmaco.
Risultati principali
- I pazienti trattati con la terapia di bridging hanno mostrato un miglioramento maggiore nei sintomi dell’ictus rispetto a quelli trattati solo con il trattamento meccanico (un miglioramento medio di 8 punti contro 2 punti in una scala usata per misurare la gravità dell’ictus).
- Alla dimissione dall’ospedale, il 42% dei pazienti con terapia combinata aveva esiti favorevoli (capacità di vivere in modo indipendente), contro il 18% di quelli con solo trattamento endovascolare.
- I tassi di ripristino del flusso sanguigno (riperfusione) e gli esiti positivi a 90 giorni erano più alti nel gruppo con terapia combinata, anche se la differenza non era statisticamente significativa.
- Il tempo necessario per rimuovere il blocco durante il trattamento endovascolare era simile in entrambi i gruppi.
Cosa significa tutto questo
La terapia combinata con rtPA endovenoso seguita dal trattamento endovascolare sembra offrire un miglior recupero funzionale rispetto al solo trattamento meccanico. Questo suggerisce che usare entrambi i metodi insieme può essere più efficace per alcuni pazienti con ictus acuto.
In conclusione
La terapia di bridging con rtPA per via endovenosa, seguita dal trattamento endovascolare, è stata associata a risultati migliori nei pazienti con ictus acuto rispetto al solo trattamento meccanico. Questo approccio può aiutare a migliorare la capacità di recupero e la qualità di vita dopo un ictus.