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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/02/2017 Lettura: ~2 min

Confronto tra cellule staminali mesenchimali allogeniche e autologhe nella cardiomiopatia dilatativa non ischemica

Fonte
Karina Huynh - J Am Coll Cardiol 2017;69:526-537 - doi:10.1038/nrcardio.2017.21.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha confrontato due tipi di cellule staminali mesenchimali per il trattamento di una malattia del cuore chiamata cardiomiopatia dilatativa non ischemica. L'obiettivo era capire quale tipo di cellule fosse più sicuro ed efficace per migliorare la funzione cardiaca e la qualità di vita dei pazienti.

Che cosa sono le cellule staminali mesenchimali

Le cellule staminali mesenchimali sono un tipo di cellule che possono aiutare a riparare i tessuti danneggiati, come il cuore. Possono provenire dallo stesso paziente (autologhe) oppure da un donatore diverso (allogeniche).

Lo studio POSEIDON-DCM

Tra il 2011 e il 2015, 37 pazienti con cardiomiopatia dilatativa non ischemica (una malattia in cui il cuore si indebolisce senza problemi di arterie ostruite) sono stati divisi in due gruppi. Un gruppo ha ricevuto cellule autologhe, l'altro cellule allogeniche, entrambe provenienti dal midollo osseo.

Le cellule sono state iniettate direttamente nel cuore in 10 punti diversi del ventricolo sinistro, la parte principale del cuore che pompa il sangue.

Valutazioni e risultati

  • La sicurezza è stata monitorata controllando gli eventi avversi gravi (problemi seri causati dal trattamento) a 30 giorni e fino a 12 mesi.
  • Non sono stati osservati eventi gravi che richiedessero un intervento urgente nei primi 30 giorni.
  • Dopo 12 mesi, il gruppo con cellule allogeniche ha avuto meno eventi avversi gravi (28,2%) rispetto a quello con cellule autologhe (63,5%).
  • Un paziente con cellule allogeniche ha sviluppato un aumento di anticorpi contro le cellule del donatore, un possibile segno di reazione immunitaria.
  • La funzione del cuore, misurata con la frazione di eiezione (la percentuale di sangue pompato dal cuore), è migliorata di 8 punti percentuali nel gruppo allogenico e di 5,4 punti nel gruppo autologo.
  • Il test del cammino di 6 minuti, che valuta la capacità di camminare, è migliorato di 37 metri nel gruppo allogenico, mentre è cambiato poco nel gruppo autologo.
  • Entrambi i gruppi hanno mostrato miglioramenti nella qualità di vita, valutata con un questionario specifico.
  • Il numero di eventi cardiaci gravi è stato minore nel gruppo con cellule allogeniche.
  • Nel gruppo allogenico si è osservata una maggiore riduzione di una sostanza infiammatoria chiamata tumor necrosis factor-alfa, che può danneggiare il cuore.

In conclusione

Le cellule staminali mesenchimali allogeniche sembrano essere più sicure e più efficaci rispetto a quelle autologhe nel migliorare la funzione cardiaca e la qualità di vita in pazienti con cardiomiopatia dilatativa non ischemica. Questi risultati supportano la possibilità di ulteriori studi per confermare l'uso di questo trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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