Che cosa è stato studiato
Lo studio ha confrontato i nuovi anticoagulanti orali (NAO) con il warfarin, un anticoagulante tradizionale, in pazienti con fibrillazione atriale, un problema del ritmo cardiaco che aumenta il rischio di ictus.
Lo studio ha considerato 43.299 pazienti che non avevano mai preso questi farmaci (detti "naive") tra il 2011 e il 2015 in Danimarca.
Gruppi di pazienti e caratteristiche
- Il 29% assumeva Dabigatran.
- Il 13% assumeva Rivaroxaban.
- Il 16% assumeva Apixaban.
Il punteggio CHA2DS2-VASc indica il rischio di ictus: era simile tra i gruppi, con valori intorno a 2,7-3,1.
Il gruppo con Dabigatran era più giovane (età media 71 anni), mentre quello con Apixaban era più anziano (76 anni).
Il rischio di sanguinamento, valutato con un altro punteggio chiamato HAS-BLED, era più basso nel gruppo Dabigatran e più alto in quello Apixaban.
Circa un terzo dei pazienti che assumevano NAO prendeva anche aspirina, un farmaco che aiuta a prevenire la formazione di coaguli, ma non si sa se qualcuno assumesse due farmaci antiaggreganti insieme.
Risultati principali
- Non ci sono state differenze importanti tra i NAO e il warfarin nel rischio di ictus o altri problemi legati ai coaguli.
- Il rischio di sanguinamento nel cervello (sanguinamento intracranico) era significativamente più basso con Dabigatran (circa il 63% in meno) e Apixaban (circa il 47% in meno) rispetto al warfarin.
Non sono disponibili dati sulla qualità del controllo del warfarin (misurata con un parametro chiamato TTR), che può influenzare i risultati.
Limiti dello studio
- Lo studio è stato osservazionale, cioè ha analizzato dati raccolti nella vita reale senza intervenire direttamente.
- Molti pazienti hanno ricevuto dosi basse di NAO, cosa che potrebbe aver ridotto il rischio di sanguinamento senza aumentare la protezione contro l’ictus.
In conclusione
Questo studio mostra che i nuovi anticoagulanti orali sono simili al warfarin nel prevenire ictus e problemi di coaguli, ma hanno un rischio più basso di sanguinamento nel cervello, soprattutto Dabigatran e Apixaban. Tuttavia, alcuni aspetti dello studio, come il tipo di dosaggio e la natura osservazionale, devono essere considerati nell’interpretazione dei risultati.