Che cos'è la fibrillazione atriale (FA)
La fibrillazione atriale è l'aritmia cardiaca più frequente nella popolazione generale. Colpisce circa il 2% delle persone, soprattutto quelle con più di 65 anni. Nei pazienti con tumore, la FA è ancora più comune perché molti di loro sono anziani e hanno altre condizioni che favoriscono questa aritmia.
Cause della fibrillazione atriale nei pazienti oncologici
Ci sono molte ragioni per cui la FA può comparire o persistere nei pazienti con cancro, tra cui:
- Malattie cardiovascolari come ipertensione, insufficienza cardiaca, problemi alle valvole del cuore, ischemia (ridotto afflusso di sangue al cuore);
- Disturbi non cardiovascolari come alterazioni degli elettroliti, malattie polmonari croniche, problemi alla tiroide, malattie renali, disturbi metabolici e stati di ridotta ossigenazione;
- Trattamenti oncologici, inclusi farmaci chemioterapici e terapie biologiche, che possono danneggiare il cuore e causare aritmie;
- Interventi chirurgici oncologici, soprattutto quelli al torace o all'addome, che possono scatenare la FA;
- Infiammazione legata al tumore o alle sue terapie, che può favorire l'insorgenza della FA;
- Stress fisico ed emotivo, dolore e alterazioni del sistema nervoso autonomo.
Farmaci oncologici e rischio di fibrillazione atriale
Alcuni farmaci usati per trattare il cancro possono aumentare il rischio di FA. Tra questi:
- Capecitabina, usata nel cancro al seno e al colon;
- Ibrutinib, utilizzato nella leucemia linfatica cronica, associato a un aumento di FA e flutter atriale;
- Bifosfonati, somministrati per le metastasi ossee;
- Terapie per il cancro alla tiroide che sopprimono l'ormone TSH, specialmente negli anziani.
Fibrillazione atriale dopo interventi chirurgici oncologici
La FA può comparire frequentemente dopo alcuni interventi chirurgici, come:
- Chirurgia toracica per il carcinoma polmonare (fino al 28-30% dei casi);
- Interventi per il cancro all'esofago o al colon-retto.
Farmaci come l'amiodarone possono aiutare a prevenire la FA dopo l'intervento, se somministrati subito dopo l'operazione.
Infiammazione e fibrillazione atriale
L'infiammazione è un collegamento importante tra cancro e FA. Studi hanno mostrato che la proteina C reattiva (PCR), un indicatore di infiammazione, è più alta nei pazienti con FA. Il tumore può causare uno stato infiammatorio nel corpo, favorendo così l'aritmia.
Rischio di trombosi e trattamento anticoagulante
Il cancro aumenta il rischio di formazione di coaguli nel sangue (stato protrombotico), che può peggiorare le complicazioni della FA, come l'ictus. Alcuni trattamenti oncologici possono aumentare ulteriormente questo rischio.
La gestione della terapia anticoagulante in questi pazienti è complessa e richiede un'attenta valutazione. Le linee guida più recenti suggeriscono l'uso di eparina a basso peso molecolare (EBPM) per il trattamento della trombosi venosa nei pazienti con cancro, mentre per chi non usa EBPM non ci sono preferenze tra i nuovi anticoagulanti orali (NAO) e gli antagonisti della vitamina K (AVK).
Studi recenti hanno dimostrato che alcuni NAO, come apixaban ed edoxaban, sono efficaci e sicuri anche nei pazienti con cancro e FA.
Interazioni tra farmaci oncologici e anticoagulanti
È fondamentale valutare le possibili interazioni tra i farmaci oncologici e gli anticoagulanti orali, poiché possono influenzare l'efficacia e la sicurezza di entrambi i trattamenti. Per questo motivo, è importante che oncologi, cardiologi, ematologi e farmacologi collaborino strettamente per scegliere la terapia migliore per ogni paziente.
In conclusione
La fibrillazione atriale è una complicanza frequente e complessa nei pazienti con tumore. Le cause sono molteplici e includono fattori legati alla malattia, ai trattamenti e all'infiammazione. La gestione richiede una stretta collaborazione tra specialisti e un'attenta scelta delle terapie, in particolare degli anticoagulanti, per garantire la migliore cura possibile in sicurezza.