Che cos'è lo studio RE-CIRCUIT®
Lo studio RE-CIRCUIT® è una ricerca medica condotta in più centri, che ha confrontato due farmaci anticoagulanti: dabigatran e warfarin. Questi farmaci aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue, un rischio comune nei pazienti con fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco.
Chi ha partecipato allo studio
Lo studio ha coinvolto 704 pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare, cioè senza problemi alle valvole del cuore. Tutti dovevano sottoporsi a una procedura chiamata ablazione transcatetere, che serve a correggere il ritmo cardiaco. I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:
- Un gruppo ha ricevuto dabigatran 150 mg due volte al giorno.
- L'altro gruppo ha ricevuto warfarin, con un controllo regolare del sangue per mantenere il livello di coagulazione entro limiti sicuri.
Tutti i pazienti hanno continuato la loro terapia per tutta la durata dello studio.
Come è stata valutata la sicurezza
Prima della procedura, ogni paziente ha effettuato un esame ecografico speciale (ecocardiogramma transesofageo) per assicurarsi che non ci fossero coaguli nel cuore. Durante e fino a due mesi dopo l'ablazione, i medici hanno monitorato:
- Eventi di emorragia maggiore, cioè sanguinamenti importanti.
- Eventi di emorragia minore, cioè sanguinamenti meno gravi.
- Eventi tromboembolici, come ictus o altri problemi causati da coaguli.
Risultati principali
I risultati hanno mostrato che:
- Il rischio di emorragia maggiore è stato più basso nei pazienti che hanno usato dabigatran rispetto a quelli con warfarin. In particolare, 5 pazienti su 317 con dabigatran hanno avuto sanguinamenti importanti, contro 22 su 318 con warfarin.
- Il rischio di emorragie minori è stato simile nei due gruppi.
- Un solo evento tromboembolico è avvenuto nel gruppo warfarin, mentre nessuno si è verificato nel gruppo dabigatran.
In conclusione
Lo studio RE-CIRCUIT® ha dimostrato che, nei pazienti con fibrillazione atriale sottoposti ad ablazione, la terapia continua con dabigatran è più sicura rispetto alla terapia con warfarin, riducendo in modo significativo il rischio di sanguinamenti importanti senza aumentare il rischio di coaguli.