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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/03/2017 Lettura: ~3 min

Trombolisi in caso di ictus ischemico con paziente in terapia con Dabigatran e uso di Idarucizumab

Fonte
Caso clinico presentato da Sergio Agosti, SOC Cardiologia, Ospedale San Giacomo, Novi Ligure (AL).

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Sergio Agosti Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1117 Sezione: 34

Introduzione

Questo testo racconta il caso di una donna di 71 anni che ha avuto un ictus ischemico mentre assumeva un anticoagulante chiamato Dabigatran. Per poterle fare un trattamento urgente chiamato trombolisi, è stato usato un antidoto specifico, l'Idarucizumab. La storia mostra come sia possibile gestire in sicurezza situazioni complesse legate a farmaci anticoagulanti.

Descrizione del caso

La paziente ha 71 anni, è obesa e ha la pressione alta, per cui assumeva farmaci per la pressione e un diuretico. Aveva una storia di fibrillazione atriale, cioè un battito cardiaco irregolare, e prendeva Dabigatran, un farmaco anticoagulante per prevenire la formazione di coaguli. Inoltre, in passato aveva avuto un'embolia polmonare e altri problemi di salute.

Arrivo in ospedale e sintomi

Si è presentata al Pronto Soccorso con difficoltà a parlare (afasia), problemi nel movimento e debolezza a un lato del corpo, comparsi circa un’ora prima. I controlli iniziali, come la TAC cerebrale, non mostravano danni evidenti. La pressione e la frequenza cardiaca erano nella norma.

Valutazione della terapia anticoagulante

Dai familiari è emerso che probabilmente la paziente non aveva preso la dose mattutina di Dabigatran. Poiché non c’era certezza, per sicurezza è stato somministrato Idarucizumab, un antidoto specifico che annulla l’effetto di Dabigatran.

Trattamento con trombolisi

Dopo aver dato l’antidoto, è stata effettuata la trombolisi, un trattamento che scioglie i coaguli nel cervello, con il farmaco Alteplase, seguendo un protocollo specifico basato sul peso corporeo.

Risultati e decorso

  • Nei giorni successivi la paziente ha mostrato un miglioramento rapido della forza nel lato debole e un lieve miglioramento del linguaggio.
  • Le TAC successive hanno evidenziato un’area di danno ischemico nel cervello, tipica dell’ictus.
  • Durante il ricovero è comparsa una fibrillazione atriale veloce, trattata con altri farmaci.
  • Alla dimissione, la paziente camminava da sola ma aveva ancora qualche difficoltà nel parlare.
  • Dopo circa un mese, con ulteriori miglioramenti, è stata ripresa la terapia anticoagulante con Dabigatran, dopo aver escluso la presenza di sanguinamenti nel cervello.
  • Un controllo del sangue ha confermato che il farmaco veniva assorbito correttamente e agiva come previsto.

Importanza del caso

Questo caso mostra come, in situazioni complesse di ictus ischemico in pazienti che assumono anticoagulanti, sia possibile utilizzare un antidoto per annullare rapidamente l’effetto del farmaco e procedere con la trombolisi in sicurezza. Inoltre, evidenzia l’importanza di valutare attentamente la terapia anticoagulante da riprendere dopo l’evento.

In conclusione

In presenza di un ictus ischemico in pazienti che assumono Dabigatran, l’uso di Idarucizumab permette di neutralizzare rapidamente l’anticoagulante e di eseguire la trombolisi in modo sicuro. Questo approccio può portare a un buon recupero delle funzioni motorie e del linguaggio. La gestione della terapia anticoagulante dopo l’evento deve essere personalizzata e monitorata attentamente per evitare complicazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Sergio Agosti

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