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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/04/2017 Lettura: ~3 min

Quando e come si usa la cardioversione elettrica nella fibrillazione atriale

Fonte
Pokorney SD et al. Cardioversion and subsequent quality of life and natural history of atrial fibrillation. Am Heart J 2017; 185: 59-66.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Urbinati Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

La cardioversione elettrica è una procedura che può aiutare a riportare il cuore a un ritmo normale in alcune persone con fibrillazione atriale, un tipo di aritmia. Tuttavia, non è adatta a tutti e spesso è utile associarla a farmaci specifici per evitare che l’aritmia ritorni. Qui spieghiamo come viene usata questa procedura e cosa dicono i dati raccolti negli Stati Uniti e in Europa.

Che cos’è la cardioversione elettrica

La cardioversione elettrica è un trattamento che usa una scarica elettrica controllata per far tornare il cuore a un ritmo normale, chiamato ritmo sinusale. Viene usata soprattutto in persone con fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco.

Come viene usata negli Stati Uniti

Uno studio su quasi 10.000 pazienti negli Stati Uniti ha mostrato che solo l’8% di loro ha ricevuto la cardioversione elettrica. Di questi:

  • L’84% ha fatto la procedura dopo almeno 3 settimane di anticoagulanti, cioè farmaci che aiutano a prevenire i coaguli di sangue, come raccomandano le linee guida.
  • Il 12% ha fatto la procedura dopo un periodo più breve di anticoagulazione, guidata da un esame chiamato ecocardiogramma transesofageo, che controlla se ci sono coaguli nel cuore.

Confronto con l’Europa

In Europa la cardioversione elettrica viene usata più spesso, e più centri usano l’ecocardiogramma transesofageo per decidere il momento giusto della procedura.

I risultati della cardioversione

La cardioversione ha un successo immediato molto alto, con oltre il 95% dei pazienti che tornano al ritmo normale subito dopo la procedura. Tuttavia, dopo qualche tempo, solo circa un terzo rimane in ritmo normale.

Uso dei farmaci antiaritmici

In circa la metà dei casi, la cardioversione viene fatta mentre il paziente sta già assumendo farmaci antiaritmici, che aiutano a mantenere il ritmo normale. Questa percentuale è simile a quella osservata in Europa.

Chi riceve la cardioversione

I pazienti che vengono sottoposti a cardioversione sono generalmente più giovani, hanno sintomi più evidenti e sono più spesso seguiti da specialisti chiamati elettrofisiologi.

Qualità della vita e ricoveri

Dopo un anno, la qualità della vita dei pazienti che hanno fatto la cardioversione non è molto diversa da chi ha scelto un trattamento più conservativo senza procedura. Tuttavia, i ricoveri ospedalieri sono più frequenti nei pazienti trattati con cardioversione, spesso a causa del ritorno dell’aritmia.

Scelta della strategia di trattamento

Non è possibile dire quale strategia sia migliore per tutti: il controllo del ritmo (come la cardioversione o l’ablazione) o il controllo della frequenza cardiaca (cioè gestire la velocità del battito senza necessariamente riportare il ritmo normale). La scelta dipende dai sintomi del paziente, dalla durata dell’aritmia e dalla probabilità che questa ritorni.

Importanza della terapia antiaritmica dopo la cardioversione

Quando si decide di fare una cardioversione elettrica, è consigliabile usare più spesso farmaci antiaritmici per prevenire il ritorno dell’aritmia, anche se nella pratica clinica questo avviene meno di quanto sarebbe raccomandato.

In conclusione

La cardioversione elettrica è una procedura efficace per riportare il cuore a un ritmo normale, ma funziona bene solo in pazienti selezionati. Per migliorare i risultati, è importante associare questa procedura a una terapia con farmaci antiaritmici. La scelta del trattamento deve essere personalizzata in base alle caratteristiche e ai sintomi di ogni persona.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Urbinati

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