Che cosa sono le due procedure
Stenting carotideo: consiste nell’inserire un piccolo tubicino metallico chiamato stent all’interno dell’arteria carotide per mantenerla aperta e permettere un buon flusso di sangue al cervello.
Endoarterectomia: è un intervento chirurgico che rimuove direttamente la placca che ostruisce l’arteria carotide, liberando il passaggio del sangue.
Lo studio e i suoi risultati principali
Una revisione di diversi studi ha confrontato queste due procedure in oltre 6.500 pazienti seguiti per circa 5 anni. Gli aspetti valutati includevano:
- morte durante o subito dopo la procedura,
- ictus,
- infarto del cuore,
- ictus che si verifica dallo stesso lato dell’arteria trattata ma non subito dopo la procedura.
Nel complesso, non c’erano differenze significative tra le due procedure per quanto riguarda questi eventi combinati.
Rischi specifici
- Il rischio di ictus durante o dopo la procedura era più alto con lo stenting carotideo.
- Questo aumento era soprattutto dovuto a ictus minori che si verificavano subito dopo l’intervento.
- Al contrario, lo stenting era associato a un rischio più basso di infarto del cuore durante la procedura e di paralisi temporanea di alcuni nervi del viso.
In conclusione
Entrambe le procedure hanno vantaggi e rischi simili nel lungo termine per prevenire l’ictus. Lo stenting carotideo può comportare un rischio maggiore di piccoli ictus subito dopo l’intervento, ma offre una minore probabilità di infarto e danni ai nervi facciali. La scelta della procedura più adatta dipende da diversi fattori e deve essere valutata con attenzione dal medico.