Invecchiamento e diabete: una sfida crescente
La popolazione mondiale sta invecchiando rapidamente. Entro il 2050, si stima che oltre 2 miliardi di persone avranno più di 60 anni. Questo aumento riguarda anche chi ha il diabete di tipo 2, che cresce in modo parallelo all'invecchiamento. In Italia, più del 65% delle persone con diabete ha più di 65 anni, e oltre un terzo ha più di 75 anni.
Le persone anziane con diabete hanno un rischio più alto di ricovero ospedaliero rispetto a chi non ha il diabete. Inoltre, i costi per la loro cura sono significativamente maggiori, sia per le famiglie sia per il sistema sanitario.
Personalizzare il trattamento dell'iperglicemia nell'anziano
Le società italiane di diabetologia e geriatria sottolineano l'importanza di adattare il trattamento alle caratteristiche di ogni persona anziana. Questo significa:
- Stabilire obiettivi di controllo del glucosio nel sangue (misurato con l'HbA1c) personalizzati, in base ai farmaci usati e al rischio di ipoglicemia (basso zucchero nel sangue).
- Considerare la capacità del paziente di seguire il trattamento proposto.
Se si usano farmaci che non causano facilmente ipoglicemia, come metformina, inibitori DPP-4, SGLT-2, pioglitazone, agonisti del recettore GLP-1 o acarbosio, l'obiettivo è mantenere l'HbA1c sotto il 7%, con livelli di zucchero nel sangue normali senza episodi di ipoglicemia.
Se invece si devono usare farmaci con rischio maggiore di ipoglicemia, come sulfoniluree, repaglinide o insulina, l'obiettivo può essere meno rigido (HbA1c tra 7,0 e 7,5%) e può salire fino a 7,5-8% in caso di fragilità, complicanze gravi o problemi cognitivi.
Perché evitare l'ipoglicemia negli anziani
Gli anziani sono più vulnerabili agli episodi di ipoglicemia, che possono essere pericolosi. Per esempio, un uomo di 65 anni con diabete ha un'aspettativa di vita di oltre 15 anni, quindi un trattamento inadeguato può influire negativamente sulla sua salute e qualità di vita nel lungo termine.
Linee guida per la terapia farmacologica
- Iniziare con modifiche della dieta e dello stile di vita.
- Se necessario, prescrivere metformina come primo farmaco.
- Se il controllo non è sufficiente, aggiungere altri farmaci che non causano ipoglicemia, come acarbosio, agonisti GLP-1, inibitori DPP-4, inibitori SGLT-2 o pioglitazone, scegliendo in base alla situazione clinica.
- Le sulfoniluree, che possono causare ipoglicemia e aumentare il rischio cardiovascolare, devono essere evitate se possibile. Se indispensabili, la gliclazide è preferita per il minor rischio di effetti negativi.
- In caso di problemi cardiaci precedenti, è importante includere farmaci che abbiano dimostrati benefici per il cuore, come empagliflozin, liraglutide o pioglitazone, se tollerati e appropriati.
Il modello italiano di cura del diabete
Il diabete ha un forte impatto economico e sociale. In Italia, il costo annuo per il sistema sanitario è di circa 8,1 miliardi di euro, con ulteriori costi indiretti legati a perdita di lavoro e prepensionamenti.
Il sistema di cura italiano si basa su una rete di centri diabetologici che lavorano in team multidisciplinari, comprendendo medici, infermieri, dietisti e altri specialisti. Circa la metà delle persone con diabete viene seguita regolarmente in questi centri, con benefici evidenti sulla mortalità.
La Società Italiana di Diabetologia sostiene questo modello, promuovendo la ricerca e la formazione per migliorare la gestione della malattia e delle sue complicanze.
In conclusione
Il trattamento del diabete di tipo 2 negli anziani deve essere personalizzato, con obiettivi di controllo del glucosio adattati alle condizioni e ai rischi individuali. È fondamentale evitare l'ipoglicemia e scegliere farmaci sicuri e appropriati. Un approccio multidisciplinare e una rete di assistenza specializzata contribuiscono a migliorare la salute e la qualità della vita delle persone anziane con diabete.