Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori dell'Università di Birmingham, nel Regno Unito, ha voluto capire se i pazienti con fibrillazione atriale (FA) parossistica ricevono meno spesso i farmaci anticoagulanti rispetto a chi ha altri tipi di FA, come quella persistente o permanente.
Hanno analizzato i dati raccolti tra il 2000 e il 2015, usando un grande database chiamato Health Improvement Network. Sono stati considerati tutti i pazienti con diagnosi di FA, di età superiore ai 35 anni, seguiti per almeno un anno.
Risultati principali
- La percentuale di pazienti con FA parossistica è aumentata dal 7,4% nel 2000 al 14,0% nel 2015.
- Tra chi aveva un rischio di ictus moderato o alto (valutato con un punteggio chiamato CHADS2 ≥1), l'uso di anticoagulanti è cresciuto molto in tutti i tipi di FA.
- Nel dettaglio, l'uso di anticoagulanti è passato dal 18,8% al 56,2% nei pazienti con FA parossistica e dal 34,2% al 69,4% in quelli con FA persistente o permanente.
- Nonostante questo aumento, i pazienti con FA parossistica avevano ancora circa il 20% in meno di probabilità di ricevere anticoagulanti rispetto agli altri tipi di FA nel 2015.
- Fattori come età, sesso, condizioni sociali o altre malattie non hanno modificato significativamente questi risultati.
Cosa significa
La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può aumentare il rischio di ictus. I farmaci anticoagulanti aiutano a ridurre questo rischio. Questo studio mostra che, anche se l'uso di questi farmaci è aumentato molto negli ultimi anni, chi ha la forma parossistica di FA riceve ancora meno spesso questo trattamento rispetto ad altri pazienti.
In conclusione
Negli ultimi 15 anni, il trattamento con anticoagulanti per la fibrillazione atriale è cresciuto notevolmente. Tuttavia, i pazienti con la forma parossistica hanno ancora meno probabilità di ricevere questi farmaci rispetto a chi ha altri tipi di fibrillazione atriale, nonostante il rischio di ictus sia simile.