Che cosa hanno studiato i ricercatori
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Gothenburg, in Svezia, ha voluto capire se due tipi di terapie speciali potessero aiutare persone che hanno avuto un ictus tempo fa e che ancora presentano difficoltà. Queste terapie sono:
- terapia ritmica e musicale, che usa suoni e movimenti coordinati;
- terapia equestre, che coinvolge il contatto e il movimento con i cavalli.
Lo scopo era vedere se queste terapie potessero migliorare come i pazienti percepiscono il proprio recupero e se potessero aiutare a migliorare l’equilibrio, il modo di camminare, la forza della mano e la memoria di lavoro (la capacità di tenere a mente e usare informazioni per brevi periodi).
Come è stato condotto lo studio
Hanno partecipato 123 persone che avevano avuto un ictus da tempo. Sono state divise in tre gruppi uguali:
- terapia ritmica e musicale;
- terapia equestre;
- gruppo di controllo, che non ha ricevuto queste terapie.
Le terapie sono state fatte due volte alla settimana per 12 settimane. I ricercatori hanno valutato i partecipanti prima dell’inizio, subito dopo la fine delle terapie e poi a 3 e 6 mesi di distanza.
I risultati principali
Dopo le terapie, i pazienti che avevano seguito la terapia ritmica e musicale o la terapia equestre hanno riportato un miglioramento nella percezione del proprio recupero dall’ictus. Questo miglioramento è stato misurato con una scala da 1 a 100 e confrontato con il gruppo di controllo, che non ha mostrato cambiamenti significativi.
In particolare:
- la terapia ritmica e musicale ha portato a un miglioramento medio di 5,2 punti;
- la terapia equestre ha portato a un miglioramento medio di 9,8 punti;
- il gruppo di controllo ha avuto un leggero peggioramento o nessun cambiamento.
Questi miglioramenti sono rimasti stabili anche dopo 6 mesi. Inoltre, sono stati osservati benefici anche per l’equilibrio, il camminare, la forza di presa e la memoria di lavoro.
In conclusione
Le terapie che combinano diversi stimoli, come la musica o il contatto con i cavalli, possono aiutare le persone che hanno avuto un ictus a sentirsi meglio riguardo al proprio recupero e a migliorare alcune capacità fisiche e cognitive anche molto tempo dopo l’evento. Questi risultati offrono nuove possibilità per supportare chi vive con le conseguenze a lungo termine dell’ictus.