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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/09/2017 Lettura: ~3 min

Una fibrillazione atriale con sorpresa

Fonte
Mauro Contini, U.O. Scompenso Cardiaco e Cardiologia Clinica e Riabilitativa, Centro Cardiologico "Monzino", Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1117 Sezione: 34

Introduzione

Questo racconto descrive il caso di un uomo di 71 anni con fibrillazione atriale, una condizione del cuore che può causare formazione di coaguli. Nonostante fosse già in terapia anticoagulante, è stato scoperto un coagulo nel cuore, che è stato poi risolto con un farmaco più recente. La storia mostra l'importanza di un attento controllo e di terapie personalizzate.

Chi è il paziente e la sua storia medica

Il Sig. GC ha 71 anni, è in pensione ed ha avuto diversi problemi di salute nel tempo, tra cui:

  • Ex fumatore, ha smesso da 12 anni dopo aver fumato molto;
  • Colesterolo alto (dislipidemia);
  • Pressione alta, ben controllata con farmaci;
  • Diabete di tipo 2;
  • Malattia polmonare cronica (BPCO) con segni di fibrosi polmonare;
  • Leggera insufficienza renale;
  • Pregressi episodi di trombosi venosa profonda e trombosi cerebrale;
  • Apnee notturne moderate, ma non trattate con apparecchio specifico.

La fibrillazione atriale e il primo ricovero

Nel 2016 è stato ricoverato per un edema polmonare acuto e fibrillazione atriale, cioè un battito cardiaco irregolare e spesso rapido. In quel momento il cuore mostrava una funzione ridotta, ma dopo trattamento la funzione migliorò e il ritmo tornò normale spontaneamente. Successivamente, gli esami hanno escluso problemi alle arterie del cuore.

Il secondo episodio e la scoperta del trombo

Nel marzo 2017, dopo un periodo senza sintomi, il paziente ha avuto di nuovo difficoltà a respirare e la fibrillazione atriale è ricomparsa. La funzione del cuore era di nuovo peggiorata. Era già in terapia con warfarin, un anticoagulante, con valori nel range previsto.

Prima di tentare di riportare il cuore al ritmo normale (cardioversione), è stato fatto un ecocardiogramma transesofageo (TEE), un esame che guarda dentro il cuore tramite l'esofago. Questo esame non era strettamente necessario, ma è stato fatto per sicurezza, dato l'alto rischio di coaguli.

Il TEE ha mostrato la presenza di un coagulo nell'atrio sinistro del cuore, nonostante la terapia anticoagulante corretta.

Modifica della terapia anticoagulante

Per questo motivo, la procedura per riportare il ritmo normale è stata sospesa. È stata decisa la sostituzione del warfarin con dabigatran, un anticoagulante più recente e potente, assunto due volte al giorno. Questo farmaco è stato scelto perché il paziente non presentava condizioni che ne richiedessero la riduzione di dose e aveva un basso rischio di sanguinamento.

Dopo circa tre mesi, durante un controllo, la dose di dabigatran è stata ridotta a causa di perdite di sangue legate a problemi emorroidari non noti prima.

Controllo successivo e cardioversione

Un nuovo TEE ha mostrato che il coagulo era scomparso. Il paziente è stato quindi preparato con un farmaco antiaritmico (propafenone) e sottoposto a cardioversione elettrica, che ha riportato con successo il cuore a un ritmo normale stabile.

Al momento della dimissione, il paziente era asintomatico e in buone condizioni, con terapia antiaritmica, una dose ridotta di beta-bloccante per la bradicardia (battito lento) e anticoagulazione con dabigatran a dose ridotta.

Follow-up e stato attuale

Un mese dopo, il paziente sta bene, mantiene il ritmo cardiaco normale e non ha avuto ulteriori sanguinamenti. L'esame ecocardiografico conferma un buon recupero della funzione del cuore.

In conclusione

Questo caso mostra che anche con una terapia anticoagulante corretta possono formarsi coaguli nel cuore in presenza di fibrillazione atriale. L'uso di anticoagulanti più recenti come il dabigatran può essere efficace nel risolvere questa situazione. È importante un monitoraggio attento e personalizzato per garantire la sicurezza e l'efficacia del trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

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