Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha seguito 2.932 pazienti con fibrillazione atriale, con un'età media di circa 70 anni, per valutare l'uso del dabigatran nel tempo. Hanno definito "non persistenza" la sospensione del farmaco per più di 30 giorni consecutivi.
Risultati principali
- Il 69,2% dei pazienti ha continuato a prendere il dabigatran dopo 2 anni.
- Circa il 7% ha cambiato terapia passando a un altro tipo di anticoagulante chiamato inibitore del fattore Xa.
- Un altro 6% ha iniziato a usare un anticoagulante diverso, noto come antagonista della vitamina K.
- Un terzo delle interruzioni del dabigatran è stato causato da effetti collaterali, sia gravi che meno gravi.
Fattori che influenzano la persistenza
- I pazienti in Nord America hanno mostrato il più alto tasso di interruzione del dabigatran.
- I pazienti in America Latina hanno avuto il tasso più basso di interruzione.
- Chi aveva una fibrillazione atriale con pochi o nessun sintomo, o una forma permanente della malattia, tendeva a continuare la terapia più a lungo.
- Chi aveva già usato farmaci chiamati inibitori di pompa protonica (usati per problemi di stomaco) aveva più probabilità di interrompere il dabigatran.
In conclusione
Circa il 70% dei pazienti con fibrillazione atriale continua la terapia con dabigatran dopo 2 anni. Tra chi interrompe il trattamento, circa la metà passa ad un altro tipo di anticoagulante. La probabilità di interrompere il dabigatran è più alta in Nord America e tra chi ha forme di fibrillazione atriale più sintomatiche o variabili.