Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 1.230 pazienti che avevano avuto un infarto e sono stati trattati con una procedura chiamata PCI, che aiuta a riaprire le arterie bloccate. I pazienti sono stati divisi in due gruppi e hanno ricevuto uno dei due farmaci: prasugrel o ticagrelor. Entrambi sono farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue.
Obiettivo dello studio
Lo scopo era vedere se uno dei due farmaci fosse migliore dell'altro nel prevenire eventi gravi come:
- morte per problemi cardiaci,
- nuovo infarto,
- ictus.
Questi eventi sono stati valutati durante il primo anno dopo l'infarto.
Risultati principali
- La percentuale di pazienti che hanno avuto uno di questi eventi è stata simile: 6,6% con prasugrel e 5,7% con ticagrelor.
- Non ci sono state differenze significative nella mortalità per problemi cardiaci, nuovi infarti, ictus o morte per qualsiasi causa.
- Anche il rischio di sanguinamenti, compresi quelli più gravi, è stato simile tra i due gruppi.
- Alcuni pazienti hanno cambiato farmaco passando a clopidogrel per motivi economici: il 34,1% di chi assumeva prasugrel e il 44,4% di chi assumeva ticagrelor.
- Il passaggio a clopidogrel è avvenuto in media circa 8 giorni dopo la dimissione dall'ospedale.
- I pazienti che hanno cambiato farmaco per motivi economici hanno mostrato un rischio minore di eventi cardiaci rispetto a chi ha continuato con prasugrel o ticagrelor.
Significato dei risultati
Questi dati indicano che prasugrel e ticagrelor sono entrambi efficaci e sicuri nel prevenire problemi cardiaci nel primo anno dopo un infarto. La scelta tra i due può quindi considerare anche altri fattori, come il costo del trattamento.
In conclusione
Lo studio PRAGUE 18 mostra che prasugrel e ticagrelor offrono una protezione simile contro eventi cardiaci gravi nel primo anno dopo un infarto. Entrambi i farmaci hanno un profilo di sicurezza comparabile, e il passaggio a clopidogrel per motivi economici è stato frequente senza aumentare il rischio di complicazioni.