Che cosa è stato studiato
Ricercatori della Stanford University hanno analizzato i dati di pazienti in California sottoposti a sostituzione della valvola aortica o mitralica tra il 1996 e il 2013. Hanno confrontato:
- La mortalità a lungo termine (cioè la sopravvivenza negli anni dopo l'intervento)
- I tassi di reintervento (la necessità di un nuovo intervento)
- La comparsa di ictus (problemi legati al cervello causati da problemi di circolazione)
- Il rischio di sanguinamento
I pazienti sono stati divisi per età e per tipo di valvola sostituita (aortica o mitralica).
Risultati principali
Negli anni, l'uso delle protesi biologiche è aumentato molto, passando da circa il 12% al 52% per la valvola aortica e dal 17% al 54% per la valvola mitralica.
Per la valvola aortica
Tra i pazienti tra i 45 e i 54 anni, chi ha ricevuto una protesi biologica ha mostrato una mortalità più alta a 15 anni rispetto a chi ha ricevuto una protesi meccanica (circa 31% contro 26%). Per i pazienti più anziani (55-64 anni), questa differenza non è risultata significativa.
Per la valvola mitralica
Nei pazienti tra i 40 e i 49 anni, la mortalità a lungo termine è stata significativamente più alta in chi ha ricevuto una protesi biologica (44%) rispetto a chi ha ricevuto una protesi meccanica (27%). Anche tra i 50 e i 69 anni, la mortalità è risultata più alta con la protesi biologica (50% contro 45%).
Altri aspetti considerati
- I pazienti con protesi biologiche hanno avuto più spesso bisogno di un nuovo intervento.
- Chi ha ricevuto protesi meccaniche ha mostrato un rischio maggiore di sanguinamento e, in alcune fasce di età, anche di ictus.
In conclusione
Lo studio mostra che, fino a 70 anni, l'impianto di una protesi meccanica nella sostituzione della valvola mitralica è associato a una mortalità a lungo termine inferiore rispetto alla protesi biologica. Tuttavia, le protesi meccaniche possono comportare un rischio più alto di sanguinamento e, in alcuni casi, di ictus. La scelta del tipo di protesi deve quindi considerare questi aspetti.