Che cosa è stato studiato
Tra il 2011 e il 2014, sono stati osservati 62.867 pazienti con fibrillazione atriale non valvolare di nuova diagnosi. Si è valutato l'uso e la durata della terapia con due tipi di anticoagulanti orali:
- Antagonisti della vitamina K, un tipo tradizionale di anticoagulanti.
- Anticoagulanti orali diretti (NAO), farmaci più recenti che non agiscono sulla vitamina K.
Principali risultati
- Il 28% dei pazienti ha ricevuto antagonisti della vitamina K.
- Il 23% ha iniziato la terapia con NAO.
- Solo il 2% dei pazienti aveva un basso rischio di eventi tromboembolici secondo il punteggio CHA2DS2-VASc.
- Quasi la metà dei pazienti, pur avendo indicazioni per la terapia anticoagulante, non ha ricevuto alcun trattamento anticoagulante o è stata trattata in modo non adeguato con farmaci antipiastrinici.
Fattori che influenzano la continuità della terapia
- Una maggiore probabilità di continuare la terapia anticoagulante era associata a un punteggio CHA2DS2-VASc di 2 o più e all'uso iniziale di NAO.
- Interruzioni della terapia erano più frequenti in pazienti con precedenti sanguinamenti, infarto del miocardio o che avevano iniziato la terapia dopo più di 180 giorni dalla diagnosi.
- Il passaggio da antagonisti della vitamina K a NAO era meno comune in chi aveva insufficienza renale cronica.
Durata della terapia
- Dopo 3 anni, il 54% dei pazienti trattati con NAO continuava la terapia.
- Solo il 25% di quelli trattati con antagonisti della vitamina K manteneva la terapia a lungo termine.
- L'uso dei NAO ha raddoppiato la probabilità di persistere nel trattamento rispetto agli antagonisti della vitamina K.
- Tuttavia, quasi la metà dei pazienti con NAO aveva sospeso la terapia dopo 3 anni, anche senza complicazioni.
In conclusione
Lo studio mostra che, nel periodo considerato, molti pazienti con fibrillazione atriale non ricevevano una terapia adeguata per prevenire problemi legati ai coaguli di sangue. I NAO sono associati a una maggiore continuità del trattamento rispetto agli anticoagulanti tradizionali, ma è importante migliorare l'adesione alla terapia per proteggere meglio la salute dei pazienti.