Che cos'è la terapia a ponte (bridging)
La terapia a ponte consiste nel sostituire temporaneamente il warfarin con un altro anticoagulante, come la dalteparina, per mantenere la protezione contro la formazione di coaguli durante il periodo in cui il warfarin viene sospeso per un intervento chirurgico.
Lo studio condotto
Uno studio ha coinvolto 1.813 pazienti con fibrillazione atriale che dovevano interrompere il warfarin per un intervento. Di questi, 895 hanno ricevuto la terapia a ponte con dalteparina e 918 un placebo (un trattamento senza principio attivo).
Gli episodi di sanguinamento maggiore sono stati monitorati dall'inizio della sospensione del warfarin fino a 37 giorni dopo l'intervento.
Risultati principali
- Si sono verificati 41 casi di sanguinamento importante, in media entro 7 giorni dall'intervento.
- La terapia a ponte ha aumentato il rischio di sanguinamento maggiore, con una probabilità più che doppia rispetto a chi non la riceveva.
- Altri fattori che aumentano il rischio includono:
- Una storia di malattia renale (problemi ai reni).
- Interventi chirurgici considerati ad alto rischio di sanguinamento.
- L'uso di aspirina intorno al periodo dell'intervento.
- Un valore elevato dell'INR (un esame che misura la coagulazione del sangue) superiore a 3,0 dopo l'intervento.
- Il sanguinamento maggiore è stato più frequente nei primi 10 giorni dopo l'intervento rispetto ai giorni successivi.
In conclusione
Oltre alla terapia a ponte, alcuni fattori come l'uso di aspirina, problemi renali, interventi con alto rischio di sanguinamento e valori elevati dell'INR aumentano la possibilità di sanguinamento importante intorno all'intervento chirurgico che richiede la sospensione del warfarin.