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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/01/2018 Lettura: ~3 min

Ictus criptogenetico e chiusura del Forame Ovale Pervio

Fonte
Danilo Toni, Policlinico Umberto I, Roma; dati da studi RESPECT, CLOSE, REDUCE e metanalisi pubblicate tra il 2012 e il 2017.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Danilo Toni Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1011 Sezione: 24

Introduzione

Il forame ovale pervio (FOP) è una condizione presente in molte persone e può essere collegata a un tipo particolare di ictus chiamato ictus criptogenetico, cioè senza una causa chiara. Negli ultimi anni, studi scientifici più lunghi e approfonditi hanno aiutato a capire meglio se chiudere il FOP possa aiutare a prevenire nuovi ictus in questi pazienti.

Che cos'è il Forame Ovale Pervio (FOP)

Il forame ovale pervio (FOP) è un piccolo foro nel cuore che normalmente si chiude dopo la nascita, ma che in circa il 25% delle persone rimane aperto. Questa condizione è abbastanza comune e, da sola, non causa problemi nella maggior parte dei casi.

FOP e ictus criptogenetico

Un ictus criptogenetico è un tipo di ictus ischemico (causato da un blocco del flusso sanguigno al cervello) per cui non si trova una causa evidente. In persone con ictus criptogenetico, la presenza del FOP è quasi doppia rispetto alla popolazione generale, suggerendo un possibile legame.

Chiusura del FOP: cosa dicono gli studi recenti

Negli ultimi anni, diversi studi clinici hanno confrontato due approcci in pazienti con ictus criptogenetico e FOP:

  • la chiusura percutanea del FOP, cioè una procedura che chiude il foro nel cuore usando un piccolo dispositivo;
  • la terapia medica, cioè farmaci per prevenire la formazione di coaguli.

All'inizio, i risultati non erano chiari e non mostravano un vantaggio netto della chiusura rispetto ai farmaci. Questo era in parte dovuto al fatto che il rischio di avere un nuovo ictus era molto basso, rendendo difficile dimostrare una differenza significativa in studi di breve durata o con pochi pazienti.

Dati più recenti e follow-up più lunghi

Studi più recenti con un numero maggiore di pazienti e un periodo di osservazione più lungo hanno mostrato risultati importanti:

  • Studio RESPECT: dopo quasi 6 anni di osservazione, la chiusura del FOP ha ridotto significativamente il rischio di nuovo ictus rispetto alla sola terapia medica.
  • Studio CLOSE: in pazienti con caratteristiche specifiche del FOP (come un aneurisma del setto interatriale o un ampio passaggio di sangue da destra a sinistra), nessuno di quelli che ha avuto la chiusura ha avuto una recidiva di ictus, mentre nel gruppo con solo farmaci si sono verificati alcuni casi.
  • Studio REDUCE: in un follow-up di circa 3 anni, la chiusura del FOP ha ridotto sia le recidive di ictus visibili clinicamente sia gli infarti cerebrali silenti, cioè danni al cervello non evidenti con sintomi.

Effetti collaterali e considerazioni

Un possibile effetto collaterale della chiusura del FOP è la comparsa di fibrillazione o flutter atriale, cioè un tipo di battito cardiaco irregolare. Questo è stato osservato in una piccola percentuale di pazienti nei diversi studi, ma non ha impedito ai risultati di mostrare un beneficio della chiusura.

È importante sottolineare che i pazienti inclusi negli studi erano attentamente selezionati per escludere altre cause di ictus e per includere solo quelli con caratteristiche del FOP che aumentano il rischio di embolia (cioè il passaggio di coaguli dal cuore al cervello).

Inoltre, la terapia antiaggregante (farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli) è stata mantenuta per tutta la durata del follow-up insieme alla chiusura, suggerendo un possibile effetto combinato.

In conclusione

La chiusura del forame ovale pervio è una opzione valida e supportata da solide evidenze scientifiche per prevenire nuovi ictus in pazienti giovani (meno di 60 anni) con ictus criptogenetico e caratteristiche specifiche del FOP che aumentano il rischio di embolia. Questa procedura, insieme alla terapia farmacologica, può ridurre significativamente il rischio di recidiva rispetto ai soli farmaci. Tuttavia, la scelta del trattamento deve sempre essere valutata dal medico in base al singolo caso.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Danilo Toni

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