Che cosa significa iniziare la terapia anticoagulante
La terapia anticoagulante serve a prevenire la formazione di coaguli nel sangue, che possono causare nuovi ictus o altri problemi. In pazienti con ictus ischemico (cioè un blocco di un vaso sanguigno nel cervello) e fibrillazione atriale (un tipo di battito cardiaco irregolare), è importante capire quando iniziare questa terapia per bilanciare i benefici e i rischi.
Cosa dicono gli studi recenti
Uno studio italiano chiamato RAF aveva indicato che il momento migliore per iniziare la terapia anticoagulante orale era tra i 4 e i 14 giorni dopo l’ictus. Questo studio però era stato fatto prima che i farmaci chiamati DOACs (anticoagulanti orali diretti) diventassero il trattamento più usato.
Un nuovo studio chiamato RAF-NOACs ha aggiornato queste informazioni considerando proprio i DOACs. In questo studio, che ha coinvolto 1127 pazienti, si è visto che:
- Circa un terzo dei pazienti ha iniziato la terapia con uno dei tre DOACs disponibili.
- Dopo 90 giorni, il 2,8% ha avuto una nuova recidiva di ictus o embolia (coagulo che si sposta).
- Il 2,4% ha avuto emorragie importanti.
Importante è stato osservare che la frequenza di eventi gravi variava molto in base a quando si iniziava la terapia:
- Se iniziata entro 2 giorni dall’ictus, gli eventi gravi erano al 12,4%.
- Se iniziata tra 3 e 14 giorni, gli eventi erano solo al 2,1%.
- Se iniziata dopo 14 giorni, gli eventi erano al 9,1%.
Quindi, iniziare la terapia anticoagulante con DOACs tra il 3° e il 14° giorno dopo l’ictus sembra essere il momento più sicuro ed efficace.
Altri aspetti importanti
- Rispetto allo studio precedente con un altro tipo di anticoagulante chiamato warfarin, si è osservata una riduzione del 60% degli eventi gravi con i DOACs.
- Il beneficio è stato visto anche in pazienti con ictus di grandi dimensioni, un gruppo in cui spesso si tende a ritardare l’inizio della terapia.
- Il rischio di sanguinamento è risultato più alto nei pazienti trattati nei primi giorni con un altro tipo di farmaco chiamato eparina a basso peso molecolare, quindi questo approccio non è raccomandato.
- Tra i DOACs, c’è una tendenza a favore del dabigatran, che ha mostrato meno recidive e meno sanguinamenti rispetto ad altri farmaci come rivaroxaban e apixaban, anche se lo studio non era pensato per confrontarli direttamente.
In conclusione
Per chi ha avuto un ictus ischemico e soffre di fibrillazione atriale, iniziare la terapia anticoagulante con DOACs tra il terzo e il quattordicesimo giorno dopo l’evento è il momento più indicato per ridurre il rischio di nuovi ictus o sanguinamenti gravi. Questo vale anche per pazienti con ictus più estesi. L’uso precoce di eparina a basso peso molecolare sembra invece aumentare il rischio di sanguinamento e quindi è sconsigliato.