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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/03/2018 Lettura: ~3 min

Quando iniziare la terapia anticoagulante nel paziente con ictus ischemico e fibrillazione atriale?

Fonte
Paciaroni M et al. J Am Heart Assoc 2017; 6: e007034.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Urbinati Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

Capire il momento giusto per iniziare la terapia anticoagulante in persone che hanno avuto un ictus ischemico e soffrono di fibrillazione atriale è importante per ridurre il rischio di nuovi problemi senza aumentare troppo il rischio di sanguinamenti. Qui spieghiamo in modo semplice cosa dicono gli studi più recenti su questo argomento.

Che cosa significa iniziare la terapia anticoagulante

La terapia anticoagulante serve a prevenire la formazione di coaguli nel sangue, che possono causare nuovi ictus o altri problemi. In pazienti con ictus ischemico (cioè un blocco di un vaso sanguigno nel cervello) e fibrillazione atriale (un tipo di battito cardiaco irregolare), è importante capire quando iniziare questa terapia per bilanciare i benefici e i rischi.

Cosa dicono gli studi recenti

Uno studio italiano chiamato RAF aveva indicato che il momento migliore per iniziare la terapia anticoagulante orale era tra i 4 e i 14 giorni dopo l’ictus. Questo studio però era stato fatto prima che i farmaci chiamati DOACs (anticoagulanti orali diretti) diventassero il trattamento più usato.

Un nuovo studio chiamato RAF-NOACs ha aggiornato queste informazioni considerando proprio i DOACs. In questo studio, che ha coinvolto 1127 pazienti, si è visto che:

  • Circa un terzo dei pazienti ha iniziato la terapia con uno dei tre DOACs disponibili.
  • Dopo 90 giorni, il 2,8% ha avuto una nuova recidiva di ictus o embolia (coagulo che si sposta).
  • Il 2,4% ha avuto emorragie importanti.

Importante è stato osservare che la frequenza di eventi gravi variava molto in base a quando si iniziava la terapia:

  • Se iniziata entro 2 giorni dall’ictus, gli eventi gravi erano al 12,4%.
  • Se iniziata tra 3 e 14 giorni, gli eventi erano solo al 2,1%.
  • Se iniziata dopo 14 giorni, gli eventi erano al 9,1%.

Quindi, iniziare la terapia anticoagulante con DOACs tra il 3° e il 14° giorno dopo l’ictus sembra essere il momento più sicuro ed efficace.

Altri aspetti importanti

  • Rispetto allo studio precedente con un altro tipo di anticoagulante chiamato warfarin, si è osservata una riduzione del 60% degli eventi gravi con i DOACs.
  • Il beneficio è stato visto anche in pazienti con ictus di grandi dimensioni, un gruppo in cui spesso si tende a ritardare l’inizio della terapia.
  • Il rischio di sanguinamento è risultato più alto nei pazienti trattati nei primi giorni con un altro tipo di farmaco chiamato eparina a basso peso molecolare, quindi questo approccio non è raccomandato.
  • Tra i DOACs, c’è una tendenza a favore del dabigatran, che ha mostrato meno recidive e meno sanguinamenti rispetto ad altri farmaci come rivaroxaban e apixaban, anche se lo studio non era pensato per confrontarli direttamente.

In conclusione

Per chi ha avuto un ictus ischemico e soffre di fibrillazione atriale, iniziare la terapia anticoagulante con DOACs tra il terzo e il quattordicesimo giorno dopo l’evento è il momento più indicato per ridurre il rischio di nuovi ictus o sanguinamenti gravi. Questo vale anche per pazienti con ictus più estesi. L’uso precoce di eparina a basso peso molecolare sembra invece aumentare il rischio di sanguinamento e quindi è sconsigliato.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Urbinati

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