Che cosa è successo negli anni recenti
Prima dell’arrivo dei DOACs, molti pazienti con fibrillazione atriale non ricevevano la terapia anticoagulante orale necessaria. Spesso veniva usata l’aspirina da sola, che però non è efficace per prevenire l’ictus in questi casi. Altri pazienti assumevano una combinazione di anticoagulanti e antiaggreganti, che può essere rischiosa e non è raccomandata se non in casi particolari, come dopo un evento cardiaco recente.
I dati più recenti
Uno studio condotto in Inghilterra tra il 2011 e il 2016 ha mostrato miglioramenti importanti:
- La percentuale di pazienti trattati con anticoagulanti è aumentata dal 54,7% al 73,9%.
- Il numero di pazienti trattati solo con aspirina è diminuito dal 36,4% al 10,5%.
- L’uso della combinazione di anticoagulanti e antiaggreganti è sceso dal 14% all’11,7%.
Questi dati indicano una maggiore attenzione da parte dei medici, in particolare di quelli di base, che hanno diagnosticato il 61% dei nuovi casi di fibrillazione atriale.
L’uso della terapia in base al rischio
Un altro aspetto positivo riguarda l’adeguatezza del trattamento in base al rischio di ictus, valutato con un punteggio chiamato CHA2DS2VASc:
- I pazienti con un rischio più alto di ictus ora ricevono più spesso la terapia anticoagulante.
- Al contrario, tra i pazienti con rischio molto basso (punteggio 0), che generalmente non necessitano di anticoagulanti, la percentuale di chi non riceve questo trattamento è aumentata dal 21% al 50%, evitando così terapie non necessarie.
L’uso dei nuovi anticoagulanti orali (DOACs)
Attualmente, circa il 19% dei pazienti con fibrillazione atriale utilizza i DOACs, farmaci più recenti e spesso più semplici da gestire rispetto ai vecchi anticoagulanti.
Rifiuto della terapia
Infine, è diminuita la percentuale di pazienti con alto rischio di ictus (CHA2DS2VASc > 2) che rifiutano la terapia anticoagulante, ora intorno all’11,2%.
In conclusione
Negli ultimi anni, grazie all’introduzione dei nuovi anticoagulanti orali, è migliorata l’aderenza alle Linee Guida per il trattamento della fibrillazione atriale. Più pazienti ricevono la terapia giusta in base al loro rischio, mentre si riducono trattamenti inefficaci o non necessari. Questo progresso aiuta a prevenire complicazioni come l’ictus in modo più sicuro ed efficace.