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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/03/2018 Lettura: ~4 min

Osservatorio della Salute

Fonte
Stefano Strano, Chairman "La Rete delle NeuroCardiologie", Roma

Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1195 Sezione: 2

Introduzione

Il V Congresso Nazionale della Rete delle NeuroCardiologie (RNC) del 2018 ha segnato un importante passo avanti con la nascita dell'Osservatorio della RNC. Questo progetto ha come obiettivo migliorare la salute del cuore e del cervello attraverso una collaborazione tra diversi centri specializzati in Italia. Insieme, questi centri lavorano per prevenire e curare l'ictus e altre malattie legate al cuore e al cervello, offrendo un approccio coordinato e innovativo.

La Rete delle NeuroCardiologie e il suo ruolo

La RNC è un gruppo di 60 centri italiani che collaborano per curare l'ictus acuto, un problema grave che colpisce molte persone ogni anno. Questi centri curano circa 21.000 pazienti all'anno e lavorano insieme per ridurre sia la mortalità che la disabilità causata dall'ictus.

Un obiettivo importante è prevenire le recidive, cioè nuovi episodi di ictus, che attualmente avvengono nel 20% dei casi ogni anno, circa 40.000 persone. Per questo motivo, la RNC ha avviato uno studio pilota in 7 centri, che ha utilizzato farmaci chiamati anticoagulanti orali diretti (DOAC) già durante il ricovero in fase acuta.

Studio pilota sull'uso degli anticoagulanti

Lo studio ha mostrato che nel 25% dei 350 pazienti con ictus acuto era presente una fibrillazione atriale (FA), un disturbo del ritmo cardiaco che aumenta il rischio di ictus. L'85% di questi pazienti ha iniziato la terapia con anticoagulanti diretti.

Grazie a questi farmaci, si stima che le recidive di ictus ischemico possano ridursi dal 9,8% al 2,5% all'anno. Questo significa che, su tutti i pazienti seguiti dalla RNC, si potrebbero evitare circa 300 nuovi ictus ogni anno.

Importanza della diagnosi precoce e prevenzione

La fibrillazione atriale non è solo un problema di ritmo cardiaco, ma spesso è un segno precoce di malattie del cuore che possono portare a ictus. Per questo, la RNC punta a identificare la fibrillazione atriale prima che si manifesti chiaramente, usando strumenti predittivi basati su segnali precoci della malattia atriale.

Questo approccio permette di prevenire l'ictus anche senza aver ancora diagnosticato la fibrillazione atriale, intervenendo sul rischio di formazione di coaguli nel cuore.

Approfondimenti su fibrillazione atriale e altre condizioni

La fibrillazione atriale può essere legata a problemi cardiaci non ancora evidenti o ad altre condizioni come l'apnea notturna. Inoltre, in molti casi, il legame temporale tra la fibrillazione atriale e l'ictus non è sempre chiaro, rendendo la prevenzione e la diagnosi ancora più importanti.

Interventi cardiologici per prevenire l'ictus

Un altro tema importante discusso al congresso riguarda il Forame Ovale Pervio (PFO), un piccolo foro nel cuore che può causare ictus criptogenetico, cioè ictus senza causa evidente. Le nuove linee guida europee aiuteranno a decidere quando è utile chiudere questo foro con una procedura percutanea.

È importante sottolineare che questa chiusura non è sempre indicata, soprattutto in persone sopra i 60 anni o in assenza di cause chiare. Inoltre, la presenza di lesioni cerebrali asintomatiche (cioè senza sintomi) può influenzare la decisione di intervenire.

Altri interventi riguardano la chiusura dell'auricola sinistra del cuore, una procedura alternativa per chi non può assumere anticoagulanti. Anche in questo caso, la scelta deve essere valutata con attenzione, considerando i rischi e i benefici.

Neurologia d'urgenza e nuovi approcci

Il congresso ha introdotto una nuova sessione dedicata alla neurologia d'urgenza, con focus sull'interventistica neurovascolare, cioè trattamenti rapidi e mirati per l'ictus ischemico acuto. Si è discusso anche della terapia riperfusiva, che mira a ripristinare il flusso sanguigno nel cervello, anche in pazienti già in terapia anticoagulante.

Le Unità di Trattamento Neurovascolare (UTN) stanno evolvendo per trattare diverse emergenze neurologiche, non solo l'ictus.

Collaborazione e formazione continua

La RNC organizza incontri e workshop per condividere esperienze e aggiornamenti tra i centri aderenti. Questi momenti di confronto aiutano a definire percorsi pratici per la gestione dei pazienti con ictus e malattie cardiache associate.

I risultati e le linee guida sviluppate saranno pubblicati per diffondere le migliori pratiche nella comunità medica.

In conclusione

La Rete delle NeuroCardiologie rappresenta un importante esempio di collaborazione tra specialisti per migliorare la prevenzione e la cura dell'ictus e delle malattie cardiache correlate. Grazie a studi innovativi, strategie di prevenzione e interventi mirati, è possibile ridurre significativamente il rischio di recidive e migliorare la qualità di vita dei pazienti. L'attenzione alla diagnosi precoce, l'uso di nuovi farmaci e tecniche interventistiche, insieme alla formazione continua, sono elementi chiave per raggiungere questi obiettivi.

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