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Articolo per pazienti Pubblicato: 19/04/2018 Lettura: ~2 min

La terapia con NOACs è efficace e sicura anche negli ultranovantenni con fibrillazione atriale

Fonte
Chao TF et al. Circulation 2018 Feb 28. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.117.031658.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

La fibrillazione atriale è una condizione che aumenta il rischio di formazione di coaguli nel cuore, specialmente negli anziani molto avanti con l'età. La prevenzione di questi coaguli è importante per evitare ictus. Questo testo spiega come i nuovi farmaci anticoagulanti orali (NOACs) siano una scelta valida e sicura anche per le persone sopra i 90 anni.

Che cos'è la fibrillazione atriale e perché serve la terapia anticoagulante

La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco che può portare alla formazione di coaguli nel cuore. Questi coaguli possono viaggiare nel sangue e causare un ictus, cioè un danno al cervello dovuto alla mancanza di ossigeno.

Per prevenire questo rischio si usano farmaci anticoagulanti che riducono la formazione di coaguli.

Lo studio sui pazienti ultranovantenni

Uno studio condotto a Taiwan ha analizzato pazienti con FA di età pari o superiore a 90 anni, confrontandoli con persone della stessa età senza FA. I dati sono stati raccolti dal 1996 al 2015.

Lo studio ha confrontato diversi gruppi di pazienti con FA:

  • pazienti senza nessuna terapia antitrombotica (cioè senza farmaci che prevengono i coaguli);
  • pazienti trattati con farmaci antiaggreganti (che agiscono sulle piastrine, cellule del sangue coinvolte nella coagulazione);
  • pazienti trattati con warfarin (un anticoagulante tradizionale);
  • pazienti trattati con NOACs (nuovi anticoagulanti orali).

I risultati principali

  • I pazienti con FA non trattati con farmaci antitrombotici avevano un rischio più alto di ictus ischemico, cioè ictus causato da un coagulo.
  • I pazienti trattati con warfarin avevano un rischio più basso di ictus rispetto a quelli non trattati, con un rischio simile di sanguinamenti cerebrali.
  • I pazienti trattati con warfarin avevano un beneficio maggiore rispetto a quelli trattati solo con farmaci antiaggreganti.
  • Il confronto tra warfarin e NOACs ha mostrato che i NOACs riducono significativamente il rischio di sanguinamenti cerebrali, senza aumentare il rischio di ictus.

Cosa significa tutto questo

Anche nelle persone molto anziane, sopra i 90 anni, usare farmaci anticoagulanti per la fibrillazione atriale è importante per prevenire l’ictus. Tra i farmaci disponibili, i NOACs sembrano offrire un vantaggio importante perché riducono il rischio di sanguinamenti nel cervello rispetto al warfarin, mantenendo la stessa efficacia nel prevenire l’ictus.

In conclusione

La terapia anticoagulante è una scelta valida e sicura anche per gli ultranovantenni con fibrillazione atriale. I NOACs rappresentano una strategia migliore rispetto al warfarin per ridurre il rischio di sanguinamenti cerebrali, mantenendo una buona protezione contro l’ictus.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

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