Che cosa significa eleggibilità al trattamento con NAO
Il termine "fibrillazione atriale non valvolare" non si usa più. Ora si chiarisce che i NAO possono essere usati in quasi tutti i pazienti con fibrillazione atriale, tranne in due situazioni:
- Presenza di una valvola cardiaca meccanica artificiale.
- Stenosi mitralica (una valvola del cuore ristretta) di grado moderato o grave, di solito causata da malattia reumatica.
Quindi, i NAO sono adatti anche a chi ha altre malattie delle valvole cardiache, protesi biologiche (non meccaniche), o ha fatto interventi per correggere le valvole. In caso di protesi biologiche per stenosi mitralica reumatica, invece, si preferisce il farmaco Warfarin.
Come seguire i pazienti in terapia con NAO
È molto importante che il paziente abbia un "tesserino" con tutte le informazioni sul farmaco, come la dose, le istruzioni per l’uso, i farmaci assunti insieme e il programma delle visite e degli esami.
Per controllare la funzione dei reni, si usa un semplice metodo: si divide il valore della creatinina clearance (un esame che misura quanto bene lavorano i reni) per 10. Il risultato indica ogni quanti mesi fare il controllo (ad esempio, se è 40 ml/min, il controllo va fatto ogni 4 mesi).
Uso dei NAO in pazienti con problemi al fegato
I NAO non sono consigliati in chi ha malattie del fegato con problemi di coagulazione o in caso di cirrosi avanzata (stadio Child-Pugh C). Per il farmaco Rivaroxaban, il divieto si estende anche a chi ha cirrosi di grado intermedio (Child-Pugh B).
Considerazioni sul peso corporeo
Nei pazienti con peso inferiore a 60 kg, la dose di Edoxaban deve essere ridotta a 30 mg al giorno. Per Apixaban, la dose va ridotta se il paziente ha anche più di 80 anni o una creatinina sierica superiore a 1,5 mg/dl.
Per chi pesa meno di 50 kg o più di 120 kg, i dati sono scarsi e si consiglia di evitare i NAO.
Gestione dei sanguinamenti durante la terapia
In caso di sanguinamento, le strategie per ripristinare la coagulazione sono:
- Attendere che il farmaco venga eliminato naturalmente dall’organismo.
- Somministrare concentrati di complessi pro-trombinici, che aiutano la coagulazione.
- Se c’è anche una coagulopatia (problema di coagulazione), può essere utile l’acido tranexamico.
- È sconsigliato l’uso di plasma.
- Se il paziente assume Dabigatran, è possibile neutralizzare subito l’effetto con un farmaco specifico chiamato Idarucizumab.
È fondamentale identificare e, se possibile, trattare direttamente la causa del sanguinamento.
Per i sanguinamenti minori ma fastidiosi, detti "nuisance bleeding", si può ritardare o saltare una dose del NAO.
In conclusione
Questa guida aggiornata chiarisce quando e come usare in modo sicuro gli anticoagulanti non antagonisti della vitamina K nei pazienti con fibrillazione atriale. Il trattamento è possibile in molte situazioni, ma richiede attenzione particolare in casi di problemi renali, epatici, peso estremo o sanguinamenti. Un corretto monitoraggio e una buona comunicazione tra medico e paziente sono essenziali per un uso efficace e sicuro di questi farmaci.