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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/05/2018 Lettura: ~3 min

Guida pratica EHRA per pazienti con fibrillazione atriale in situazioni speciali

Fonte
Steffel J, et al. Europace 2018; doi: 10.1093/europace/euy054.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giuseppe Patti Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

Questa guida riassume le indicazioni pratiche per l’uso sicuro dei nuovi anticoagulanti orali (NAO) in pazienti con fibrillazione atriale che devono affrontare interventi chirurgici, procedure cardiache o eventi acuti come l’ictus. L’obiettivo è aiutare a comprendere come gestire questi farmaci in diverse situazioni, mantenendo la sicurezza e l’efficacia del trattamento.

Gestione dei NAO in caso di interventi chirurgici

I nuovi anticoagulanti orali (NAO) sono farmaci usati per prevenire i coaguli di sangue. Quando un paziente con fibrillazione atriale deve fare un intervento chirurgico, è importante sapere come sospendere e riprendere questi farmaci per evitare sanguinamenti o trombosi.

  • Chirurgia minore con basso rischio di sanguinamento: il NAO non deve essere sospeso. L’intervento si fa 12-24 ore dopo l’ultima dose e il farmaco si riprende 6-8 ore dopo l’operazione.
  • Interventi a basso rischio di sanguinamento: il NAO va sospeso 24 ore prima se la funzione renale è normale, e ripreso 24 ore dopo. Se la funzione renale è ridotta, alcuni NAO (apixaban, rivaroxaban, edoxaban) si sospendono 36 ore prima, mentre dabigatran 48 ore prima.
  • Interventi ad alto rischio di sanguinamento: i NAO si sospendono 48 ore prima (dabigatran 96 ore in caso di insufficienza renale) e si riprendono 48-72 ore dopo, quando il sanguinamento è sotto controllo.

Durante la sospensione dei NAO non è consigliato sostituirli con eparina a basso peso molecolare.

NAO e ablazione della fibrillazione atriale

L’ablazione è una procedura per correggere l’aritmia cardiaca. Nei pazienti che assumono NAO, si consiglia di:

  • Fare l’intervento 12 ore dopo l’ultima dose di NAO.
  • Riprendere il farmaco 3-5 ore dopo la procedura.

In alcuni casi particolari, come pazienti con basso rischio di coaguli, funzione renale ridotta, cuore non dilatato, o quando non si usa l’ecocardiogramma trans-esofageo, si può anticipare l’ultima dose a 24 ore prima.

Cardioversione precoce

La cardioversione è una procedura per riportare il cuore a un ritmo normale. Se la fibrillazione atriale dura più di 48 ore, prima di farla si deve escludere la presenza di coaguli nel cuore con un ecocardiogramma trans-esofageo.

  • La cardioversione può essere fatta dopo 4 ore dalla prima dose di NAO (2 ore per apixaban).
  • Se si trovano coaguli nel cuore, si può usare un NAO come alternativa al warfarin per il trattamento.

Stroke acuto (ictus) e NAO

In caso di ictus acuto, la terapia per sciogliere il coagulo (trombolisi) deve essere gestita con attenzione:

  • Non si consiglia la trombolisi entro 24 ore dall’assunzione di apixaban, rivaroxaban o edoxaban.
  • In casi selezionati, dopo test di laboratorio che mostrano una bassa concentrazione del farmaco nel sangue (<30 ng/ml), la trombolisi può essere considerata.
  • Per dabigatran, esiste un antidoto specifico (idarucizumab) che neutralizza rapidamente il farmaco, permettendo la trombolisi in sicurezza.
  • Se la trombolisi non è possibile, è indicata la rimozione meccanica del coagulo (trombectomia endovascolare).

In conclusione

La gestione dei nuovi anticoagulanti orali in pazienti con fibrillazione atriale richiede attenzione alle tempistiche di sospensione e ripresa in base al tipo di intervento o evento acuto. Seguendo queste indicazioni si può ridurre il rischio di sanguinamenti o complicazioni trombotiche, garantendo un trattamento sicuro ed efficace.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giuseppe Patti

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