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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/06/2018 Lettura: ~2 min

Gestione dei pazienti fragili con fibrillazione atriale non valvolare e precedenti di sanguinamenti gastrointestinali

Fonte
Antonio Lupo, UOC di Cardiologia, Azienda ULSS13 Serenissima, Mirano (Ve)

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Antonio Lupo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1191 Sezione: 53

Introduzione

Questo testo descrive il caso di una donna anziana con fibrillazione atriale e problemi di sanguinamento gastrointestinale. Viene spiegato come sia stata gestita la sua terapia anticoagulante in modo sicuro e personalizzato, per prevenire complicazioni e migliorare la qualità della vita.

Che cosa significa il caso descritto

Si tratta di una donna di 82 anni con pressione alta e una malattia renale cronica moderata. Ha una fibrillazione atriale persistente, cioè un battito cardiaco irregolare che causa sintomi. Per questo prendeva farmaci per prevenire i coaguli nel sangue, inizialmente warfarin e poi dabigatran, entrambi anticoagulanti.

Eventi clinici importanti

Nel 2013 ha avuto un problema cardiaco con angina instabile, per cui è stata sottoposta a un intervento per aprire le arterie coronarie ristrette. Dopo l'intervento, ha ricevuto una combinazione di farmaci tra cui anticoagulanti e antiaggreganti per prevenire nuovi problemi.

Nel 2015 è stata ricoverata per sanguinamento gastrointestinale (melena) e anemia, con riscontro di piccole erosioni nello stomaco e diverticoli nel colon. È stata trasfusa di sangue e sospesa la terapia anticoagulante.

Nel 2017 ha avuto un altro episodio di anemia e infezione polmonare. L'esame con videocapsula ha mostrato una diffusione di piccole lesioni vascolari anomale nell'intestino tenue, chiamate angiodisplasie, che possono causare sanguinamenti.

Gestione terapeutica

Per ridurre il rischio di sanguinamento, è stato sospeso anche il warfarin e iniziata una terapia con enoxaparina, un altro tipo di anticoagulante somministrato per via sottocutanea. Era prevista una procedura endoscopica per chiudere una parte del cuore chiamata auricola sinistra, ma la paziente ha rifiutato.

Dopo discussione tra medici, è stata ripresa la terapia con un anticoagulante orale chiamato edoxaban a dose ridotta, insieme a un farmaco chiamato octreotide, un analogo della somatostatina. Questo farmaco aiuta a ridurre il flusso di sangue nell'intestino e limita la formazione di nuovi vasi sanguigni anomali, diminuendo così il rischio di sanguinamenti.

Risultati e stato attuale

Dopo un anno di questa terapia, la paziente sta relativamente bene e non ha avuto ulteriori episodi di sanguinamento o anemia.

In conclusione

Nei pazienti fragili con fibrillazione atriale non valvolare e precedenti di sanguinamenti gastrointestinali, una possibile strategia sicura è l'uso combinato di anticoagulanti come l'edoxaban e farmaci analoghi della somatostatina. Questa combinazione può aiutare a prevenire nuovi sanguinamenti mantenendo la protezione contro i coaguli.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Antonio Lupo

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