Che cosa è stato studiato
È stato condotto uno studio osservazionale su 1.810 pazienti che avevano ricevuto un pacemaker. Questi pazienti sono stati seguiti nel tempo con visite programmate per controllare il funzionamento del pacemaker e lo stato del loro ritmo cardiaco.
Cosa si è osservato
Durante un periodo medio di circa 5 anni (61,6 mesi), si è notato che in 295 pazienti (16,3%) i disturbi del ritmo cardiaco sono peggiorati o sono comparsi nuovi problemi.
- In 7,7% dei casi il disturbo del ritmo già presente è peggiorato.
- In 8,6% dei casi è comparso un nuovo disturbo del ritmo oltre a quello già esistente.
Tipi di disturbi del ritmo e rischi specifici
Lo studio ha anche calcolato i rischi annuali di sviluppare alcuni disturbi del ritmo specifici, a seconda della situazione iniziale del paziente:
- Blocco atrioventricolare (BAV) in pazienti con malattia del nodo del seno: rischio dello 0,3% all'anno.
- Fibrillazione atriale permanente in pazienti con malattia del nodo del seno: rischio del 2,9% all'anno.
- Malattia del nodo del seno in pazienti con BAV: rischio dello 0,7% all'anno.
- BAV persistente in pazienti con blocco bifascicolare cronico: rischio del 3,0% all'anno.
Cosa significa per i pazienti
Questi risultati mostrano che nei pazienti con pacemaker i disturbi del ritmo possono cambiare o peggiorare nel tempo. In alcuni casi, questa evoluzione è importante e potrebbe richiedere una modifica del modo in cui il pacemaker stimola il cuore.
In conclusione
I disturbi del ritmo cardiaco che portano all'impianto di un pacemaker possono progredire nel tempo in una parte significativa dei pazienti. Per questo motivo, è importante seguire regolarmente il ritmo cardiaco e il funzionamento del pacemaker per adattare il trattamento se necessario.