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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/08/2018 Lettura: ~2 min

Studio MARINER: il rivaroxaban dopo la dimissione riduce la trombosi senza aumentare il rischio di sanguinamento

Fonte
Fonte: ESC Congress 2018, Monaco di Baviera; studio pubblicato su The New England Journal of Medicine.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio importante ha valutato l'effetto del farmaco rivaroxaban dopo l'uscita dall'ospedale in pazienti con malattie acute. I risultati mostrano che questo trattamento può aiutare a prevenire la formazione di trombi, cioè coaguli di sangue, senza aumentare il rischio di sanguinamenti importanti. Questo è un passo avanti nella cura di chi è a rischio di trombosi dopo un ricovero.

Che cosa significa tromboembolia venosa (TEV)

La tromboembolia venosa è una condizione in cui si formano coaguli di sangue nelle vene, che possono causare problemi seri come la trombosi venosa profonda (coaguli nelle vene profonde, spesso nelle gambe) o l'embolia polmonare (quando un coagulo si sposta nei polmoni).

Il problema dopo la dimissione ospedaliera

Molte persone ricoverate per malattie acute come infarto, polmonite o fratture possono sviluppare coaguli di sangue durante il ricovero. Tuttavia, il rischio continua anche dopo essere tornati a casa, specialmente nelle prime settimane.

In particolare, il rischio di trombosi sintomatica aumenta molto nei primi 21 giorni dopo la dimissione e può portare a embolia polmonare fatale entro 30 giorni.

Lo studio MARINER

Lo studio ha coinvolto oltre 12.000 pazienti di almeno 40 anni, ricoverati per malattie acute e con fattori di rischio per trombosi, come immobilità, età avanzata o precedenti coaguli.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto il rivaroxaban per 45 giorni dopo la dimissione, l'altro un placebo (farmaco senza principio attivo).

Risultati principali

  • Il rivaroxaban ha ridotto i casi di trombosi sintomatica non fatale rispetto al placebo.
  • Non c'è stato un aumento significativo dei sanguinamenti maggiori nel gruppo trattato con rivaroxaban.
  • Il farmaco ha anche ridotto un insieme di eventi che includevano trombosi e mortalità per qualsiasi causa.

Dati importanti

  • Durante i 45 giorni dopo la dimissione, lo 0,18% dei pazienti con rivaroxaban ha avuto trombosi sintomatica, contro lo 0,42% con placebo.
  • Il sanguinamento maggiore si è verificato in meno dell'1% dei pazienti in entrambi i gruppi, senza differenze significative.

In conclusione

Lo studio MARINER suggerisce che proseguire la prevenzione con rivaroxaban dopo l'uscita dall'ospedale può proteggere i pazienti a rischio di trombosi senza aumentare in modo significativo il rischio di sanguinamenti gravi. Questo può rappresentare un importante passo avanti nella cura di chi ha avuto una malattia acuta e resta vulnerabile dopo il ricovero.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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