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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/09/2018 Lettura: ~3 min

Un nuovo punteggio clinico-ecocardiografico per migliorare la diagnosi di insufficienza cardiaca con frazione d’eiezione preservata nei pazienti con fibrillazione atriale

Fonte
ESC Congress 2018, Monaco di Baviera. Studio coordinato da T. Machino, Università di Tsukuba, Giappone.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La diagnosi di insufficienza cardiaca in presenza di fibrillazione atriale può essere complessa. Recentemente è stato sviluppato un nuovo metodo che aiuta a riconoscere meglio questa condizione, utilizzando dati clinici e ecocardiografici. Questo può facilitare una valutazione più precisa e sicura per i pazienti.

Che cosa significa insufficienza cardiaca con frazione d’eiezione preservata (HFPEF) e fibrillazione atriale (FA)

L'insufficienza cardiaca con frazione d’eiezione preservata (HFPEF) è una condizione in cui il cuore funziona bene nel pompare il sangue, ma presenta comunque difficoltà a riempirsi correttamente. La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco che può coesistere con HFPEF. Entrambe le condizioni possono causare sintomi simili come fiato corto, stanchezza e difficoltà nell’attività fisica.

Perché è difficile la diagnosi in presenza di FA

Quando una persona ha sia HFPEF che FA, è difficile capire se i sintomi dipendono dall’insufficienza cardiaca o dalla fibrillazione atriale. Inoltre, la FA può alterare i risultati di alcuni esami, come l’ecocardiogramma e i livelli di BNP (un marker nel sangue che aumenta quando il cuore è sotto stress), rendendo più complicata la diagnosi.

Lo studio e il nuovo punteggio diagnostico

Un gruppo di ricercatori in Giappone ha studiato 252 pazienti con fibrillazione atriale e sintomi simili all’insufficienza cardiaca, ma con una buona funzione di pompa del cuore (frazione d’eiezione superiore al 50%).

  • Tra questi, 74 pazienti avevano una storia di problemi cardiaci legati all’insufficienza e sono stati considerati con HFPEF.
  • I restanti 178 pazienti sono migliorati dopo il trattamento della FA e sono stati considerati senza HFPEF.

Confrontando i due gruppi, i pazienti con HFPEF erano in media più anziani e avevano livelli più alti di BNP nel sangue.

Parametri ecocardiografici importanti

  • Volume dell’atrio sinistro (una camera del cuore) più grande.
  • Valori più alti di E/E mitralica, che indicano una maggiore pressione nel cuore.
  • Pressione più elevata nella valvola tricuspide (una delle valvole cardiache).
  • Un particolare rapporto del flusso sanguigno venoso polmonare alterato.

Come funziona il punteggio

I ricercatori hanno creato un sistema di punteggio che combina questi dati clinici e ecocardiografici per stimare la probabilità di avere HFPEF in presenza di FA.

  • Se il punteggio è uguale o superiore a 4, la diagnosi di HFPEF è molto probabile (alta specificità, cioè pochi falsi positivi).
  • Se il punteggio è uguale o inferiore a -3, è molto probabile che il paziente non abbia HFPEF (alta sensibilità, cioè pochi falsi negativi).
  • Se il punteggio è tra -2 e 3, la diagnosi è meno certa e necessita di ulteriori approfondimenti.

In conclusione

Questo nuovo punteggio aiuta i medici a distinguere meglio se i sintomi di un paziente con fibrillazione atriale sono dovuti a insufficienza cardiaca con frazione d’eiezione preservata. Utilizzando dati clinici e ecocardiografici, il metodo migliora la precisione della diagnosi, facilitando una gestione più adeguata della condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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