Che cosa è stato studiato
Lo studio UK HARP-III ha confrontato due farmaci chiamati sacubitril/valsartan e irbesartan in pazienti con malattia renale cronica moderata o grave. Questi pazienti avevano una ridotta capacità dei reni di filtrare il sangue, misurata con un valore chiamato filtrato glomerulare (GFR), che era compreso tra 20 e 60 ml/min/1.73m2.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto sacubitril/valsartan due volte al giorno, l'altro irbesartan una volta al giorno.
Risultati principali
- Dopo 12 mesi, non c'erano differenze significative nella funzione renale (GFR) tra i due gruppi.
- Anche i valori di albuminuria (una misura di proteine nelle urine che indica danno renale) erano simili tra i gruppi in tutti i controlli effettuati durante l'anno.
- Il sacubitril/valsartan ha però ridotto la pressione sanguigna in modo più marcato rispetto all'irbesartan.
- Inoltre, ha abbassato i livelli nel sangue di alcuni marker legati alla salute del cuore, come la troponina I e il NT-proBNP, che sono indicatori di stress o danno cardiaco.
- Gli effetti collaterali, compresa l'iperkaliemia (aumento del potassio nel sangue), e la sicurezza generale erano simili nei due gruppi.
Cosa significa
Entrambi i farmaci hanno mostrato un profilo di sicurezza simile e nessuno dei due ha dimostrato un vantaggio superiore nel proteggere la funzione renale in pazienti con malattia renale cronica moderata o grave.
Tuttavia, sacubitril/valsartan ha avuto un effetto aggiuntivo nel ridurre la pressione sanguigna e i marker di stress cardiaco, che possono essere importanti per la salute del cuore.
In conclusione
Lo studio ha evidenziato che sacubitril/valsartan e irbesartan sono entrambi sicuri e tollerati in pazienti con malattia renale cronica moderata-grave. Non ci sono differenze significative nel mantenimento della funzione renale, ma sacubitril/valsartan offre un ulteriore beneficio nel controllo della pressione e dei segnali di stress cardiaco.