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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/10/2018 Lettura: ~3 min

Effetti degli inibitori SGLT2 sulle cellule staminali e progenitrici in pazienti con diabete di tipo 2

Fonte
Congresso EASD 2018.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega uno studio che ha valutato come alcuni farmaci usati nel diabete di tipo 2, chiamati inibitori SGLT2, influenzano particolari cellule nel sangue che aiutano a mantenere sani i vasi sanguigni. I risultati aiutano a capire meglio come questi farmaci proteggono il cuore e i vasi sanguigni.

Che cosa sono le cellule staminali circolanti (CSC) e le cellule progenitrici endoteliali (EPC)?

Le cellule staminali circolanti (CSC) sono cellule presenti nel sangue che possono trasformarsi in diversi tipi di cellule per aiutare a riparare i tessuti. Le cellule progenitrici endoteliali (EPC) sono un tipo specifico di cellule che contribuiscono a mantenere e riparare i vasi sanguigni.

Lo studio sugli inibitori SGLT2

Gli inibitori SGLT2 sono farmaci usati per trattare il diabete di tipo 2. Questo studio ha voluto capire se questi farmaci influenzano i livelli di CSC ed EPC nel sangue, poiché ciò potrebbe spiegare come proteggono il cuore e i vasi sanguigni.

Come è stato condotto lo studio

  • Hanno partecipato pazienti con diabete di tipo 2, di età tra 18 e 75 anni.
  • I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto il farmaco dapagliflozin, l'altro un placebo (farmaco senza principio attivo).
  • Le cellule CSC ed EPC sono state misurate all'inizio dello studio e dopo 12 settimane di trattamento.
  • Successivamente, alcuni pazienti hanno continuato il trattamento per circa 1,5 anni per osservare i cambiamenti a lungo termine.
  • Un altro gruppo di pazienti ha ricevuto empagliflozin per 12 settimane e le cellule sono state misurate prima e dopo il trattamento.

Risultati principali

  • Le cellule staminali circolanti (CSC) non sono aumentate in modo significativo con l'uso degli inibitori SGLT2.
  • Le cellule progenitrici endoteliali (EPC) sono diminuite leggermente nel gruppo con dapagliflozin e aumentate leggermente nel gruppo placebo, ma senza cambiamenti significativi dopo 12 settimane.
  • Dopo circa 1,5 anni di trattamento con dapagliflozin, le EPC sono aumentate in modo significativo, mentre le CSC sono rimaste stabili.
  • In tutti i pazienti, indipendentemente dal trattamento, l'aumento delle EPC è stato associato a un miglioramento del controllo del diabete (misurato con HbA1c).
  • Nel gruppo trattato con empagliflozin, le CSC sono diminuite leggermente, mentre le EPC sono rimaste stabili dopo 12 settimane.

Cosa significa tutto questo?

I risultati indicano che la protezione del cuore e dei vasi sanguigni offerta dagli inibitori SGLT2 potrebbe non essere dovuta a un aumento diretto delle cellule staminali o progenitrici nel sangue. Tuttavia, nel tempo, alcune cellule che aiutano a mantenere i vasi sanguigni possono aumentare, soprattutto se il controllo del diabete migliora.

In conclusione

Gli inibitori SGLT2 non sembrano aumentare subito le cellule staminali circolanti o le cellule progenitrici endoteliali nei pazienti con diabete di tipo 2. Tuttavia, un uso prolungato può portare a un aumento delle cellule che aiutano a riparare i vasi sanguigni, soprattutto se il diabete è ben controllato. Questo suggerisce che la protezione cardiovascolare di questi farmaci potrebbe coinvolgere meccanismi diversi o più complessi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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