CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 29/01/2019 Lettura: ~3 min

Un caso iniziato male ma finito bene

Fonte
Daniela Demarie, Cardiologia, Ospedale Maria Vittoria, Torino

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Daniela Demarie Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1191 Sezione: 53

Introduzione

La fibrillazione atriale è una condizione comune soprattutto nelle persone anziane, che spesso assumono molti farmaci contemporaneamente. Questo può portare a interazioni tra medicine che influenzano la loro efficacia e sicurezza. Raccontiamo la storia di una paziente anziana con fibrillazione atriale che ha avuto complicazioni ma che, grazie a una gestione attenta, ha avuto un buon recupero.

Che cosa sono le interferenze farmacologiche

Le persone anziane con fibrillazione atriale spesso assumono diversi farmaci per varie malattie. Questo può causare interferenze farmacologiche, cioè quando un farmaco modifica l'effetto di un altro. Ci sono due tipi principali di interferenze:

  • Farmacocinetiche: cambiano la quantità di un farmaco nel corpo, ad esempio perché un nuovo farmaco ne altera l'assorbimento o l'eliminazione.
  • Farmacodinamiche: i farmaci hanno effetti simili o opposti che si sommano o si contrastano.

Queste interferenze possono aumentare il rischio di effetti indesiderati, come il sanguinamento, soprattutto in persone con problemi ai reni.

Il caso della paziente

Una donna di 78 anni con fibrillazione atriale assumeva da 10 anni il farmaco amiodarone senza controllare la tiroide. Aveva anche l'artrite e prendeva spesso antinfiammatori senza prescrizione medica. Per la fibrillazione assumeva un anticoagulante diretto (DOAC), chiamato dabigatran, perché non seguiva bene la terapia con altri anticoagulanti più tradizionali.

Nel 2018 è stata ricoverata per un forte dimagrimento e sanguinamento rettale. Gli esami hanno mostrato:

  • Insufficienza renale grave
  • Funzione tiroidea alterata (ipertiroidismo)
  • Anemia importante

È stata sospesa la terapia con amiodarone, probabilmente causa dell'ipertiroidismo, e l'anticoagulante orale. Durante la colonscopia sono state trovate emorroidi sanguinanti, che sono state trattate con una legatura. La paziente è stata trasfusa, idratata e curata per l'ipertiroidismo.

Alla dimissione, in condizioni migliorate e con ritmo cardiaco normale, l'amiodarone è stato sostituito con dronedarone e il dabigatran con edoxaban a dose ridotta, un anticoagulante che ha dimostrato sicurezza in pazienti con problemi renali e in presenza di altri farmaci.

Dopo 5 mesi la paziente non ha avuto altri sanguinamenti, l'anemia è migliorata, la tiroide è tornata normale e la funzione renale è stabile.

Perché è importante conoscere queste interferenze

La fibrillazione atriale è più frequente con l'età e molti pazienti anziani assumono più farmaci, aumentando il rischio di interazioni. Anche i DOAC, considerati più sicuri dei vecchi anticoagulanti, possono causare sanguinamenti, specialmente nel tratto gastrointestinale.

Nel caso del dabigatran, alcuni componenti possono irritare la mucosa dello stomaco e dell'intestino, rendendo più facile il sanguinamento. Questo rischio è maggiore negli anziani, soprattutto se hanno problemi renali o assumono molti farmaci.

È quindi fondamentale valutare con attenzione la situazione di ogni paziente, controllare regolarmente la funzione dei reni, del fegato e del sangue, e rivedere la lista dei farmaci assunti.

Nel caso descritto, l'uso eccessivo di antinfiammatori senza controllo ha peggiorato la funzione renale, aumentando il rischio di sanguinamento. Inoltre, la mancata verifica della funzione tiroidea ha portato a ipertiroidismo, una condizione che poteva essere evitata con controlli regolari.

La sostituzione dell'amiodarone con dronedarone è stata una scelta adeguata per mantenere il ritmo cardiaco, considerando che quest'ultimo è meglio tollerato e indicato in pazienti senza gravi problemi cardiaci.

Infine, la scelta di edoxaban a dose ridotta è stata fatta per ridurre il rischio di effetti collaterali, tenendo conto del peso, della funzione renale e dei farmaci assunti dalla paziente.

In conclusione

Le persone anziane con fibrillazione atriale spesso assumono molti farmaci, che possono interagire tra loro aumentando il rischio di complicazioni come il sanguinamento. È importante monitorare regolarmente la funzione degli organi e controllare la lista dei farmaci per prevenire problemi. Nel caso descritto, una gestione attenta e personalizzata ha permesso di superare le difficoltà iniziali e migliorare la salute della paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Daniela Demarie

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA

Argomenti che potrebbero interessarti

Selezionati in base ai temi di questo articolo