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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/02/2019 Lettura: ~2 min

Trattamento dopo la chiusura dell’auricola: è necessario usare due farmaci antiaggreganti?

Fonte
Dannenberg L et al. Int J Cardiol. 2019 Jan 15;275:95-100. doi: 10.1016/j.ijcard.2018.10.040.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La chiusura dell’auricola è una procedura usata per ridurre il rischio di coaguli nelle persone con fibrillazione atriale che non possono prendere anticoagulanti. Dopo l’intervento, spesso si prescrivono due farmaci antiaggreganti per prevenire problemi. Questo testo spiega cosa sappiamo finora su questo trattamento e quali sono i dubbi ancora aperti.

Che cosa significa la chiusura dell’auricola?

L’auricola è una piccola parte del cuore dove possono formarsi coaguli, specialmente nelle persone con fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco. Quando non è possibile usare farmaci anticoagulanti, si può chiudere questa zona per ridurre il rischio di coaguli pericolosi.

Il trattamento antiaggregante dopo la procedura

Dopo la chiusura dell’auricola, molti pazienti ricevono una doppia terapia antiaggregante, cioè due farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli:

  • Aspirina (acido acetilsalicilico)
  • Clopidogrel

Questi farmaci agiscono sulle piastrine, le cellule del sangue coinvolte nella formazione dei coaguli.

Variabilità nella risposta ai farmaci

La risposta a questi farmaci può variare molto da persona a persona. Uno studio ha analizzato 129 pazienti dopo la chiusura dell’auricola per capire come rispondono ad aspirina e clopidogrel, misurando la reattività piastrinica, cioè quanto le piastrine sono ancora attive nonostante il trattamento.

Risultati principali

  • Il 52% dei pazienti trattati con clopidogrel ha mostrato una scarsa risposta al farmaco, con piastrine ancora molto attive.
  • Il 12% dei pazienti trattati con aspirina ha avuto una risposta insufficiente.
  • Solo il 10% dei pazienti ha mostrato una bassa reattività piastrinica con clopidogrel, cioè una buona efficacia del farmaco.

Cosa è successo durante il follow-up?

Durante un anno di controllo dopo la procedura:

  • Nessun paziente ha avuto ictus o trombi occlusivi.
  • Non è stata trovata una relazione tra la risposta ai farmaci e eventi gravi come problemi cardiaci o cerebrali.
  • I pazienti con una bassa reattività piastrinica dovuta al clopidogrel hanno avuto più spesso sanguinamenti minori.

Che cosa significa tutto questo?

La risposta al clopidogrel è molto variabile e spesso insufficiente. Anche se non sono stati osservati ictus o trombosi, chi risponde bene al farmaco può avere un rischio maggiore di sanguinamenti minori. Questo solleva il dubbio se sia sempre necessario usare il clopidogrel dopo la chiusura dell’auricola.

In conclusione

La doppia terapia antiaggregante con aspirina e clopidogrel è comune dopo la chiusura dell’auricola, ma la risposta ai farmaci varia molto tra i pazienti. Nessun evento grave è stato osservato nel periodo di studio, ma chi risponde bene al clopidogrel può avere più sanguinamenti minori. Questi risultati suggeriscono che potrebbe essere utile approfondire con studi più grandi se il clopidogrel sia sempre necessario in questo contesto.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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