Che cosa sono le nuove linee guida?
Le linee guida pubblicate dall’American Heart Association (AHA) e dall’American College of Cardiology (ACC) aggiornano le indicazioni per gestire l’ipercolesterolemia, cioè il colesterolo alto nel sangue. Queste raccomandazioni si basano su studi recenti e mirano a migliorare la prevenzione delle malattie del cuore.
Come viene valutato il rischio cardiovascolare?
Il documento conferma l’uso di un sistema per calcolare il rischio di malattie cardiovascolari nei prossimi 10 anni. Questo punteggio aiuta a decidere l’intensità del trattamento. Ora è stato migliorato con più dati e si dà molta importanza al dialogo tra medico e paziente, soprattutto per chi ha un rischio intermedio.
Chi può beneficiare delle statine e di altri trattamenti?
Le linee guida identificano quattro gruppi principali di pazienti per cui si valutano le statine (farmaci che abbassano il colesterolo LDL, detto "colesterolo cattivo"):
- Prevenzione primaria senza malattie cardiovascolari o diabete, con LDL-C ≥ 70 mg/dL e rischio a 10 anni ≥ 7,5%.
- Prevenzione primaria con diabete e LDL-C ≥ 70 mg/dL.
- Prevenzione secondaria, cioè persone con malattie cardiovascolari già evidenti.
- Ipercolesterolemia grave primaria (LDL-C ≥ 190 mg/dL), spesso dovuta a ipercolesterolemia familiare (FH).
Come si decide se iniziare una statina?
Per chi non ha malattie evidenti e non è diabetico, il calcolo del rischio a 10 anni è il punto di partenza. Se il rischio è intermedio (tra 7,5% e 19%), si discute insieme al medico la possibilità di iniziare la terapia. Alcuni fattori non compresi nel calcolatore possono aumentare il rischio e spingere a iniziare il trattamento.
Per chi ha un rischio borderline (5%-7,5%), la terapia può essere considerata se sono presenti fattori di rischio aggiuntivi.
Se la decisione non è chiara, si può utilizzare un esame chiamato screening del calcio nelle arterie coronarie (CAC). Questo esame misura la quantità di calcio nelle arterie del cuore, che indica la presenza di aterosclerosi (indurimento delle arterie):
- Un punteggio CAC pari a 0 suggerisce che si può evitare la statina.
- Un punteggio alto (oltre 100) indica un rischio maggiore e consiglia l’uso della statina.
- Un punteggio intermedio (1-99) può portare a iniziare la terapia o a ripetere l’esame dopo 2 anni.
Indicazioni per persone con diabete
Tutti i pazienti con diabete tra 40 e 75 anni e LDL-C ≥ 70 mg/dL dovrebbero assumere una statina a intensità moderata, senza bisogno di calcolare il rischio a 10 anni. Una statina più forte può essere considerata se ci sono altri fattori di rischio o complicazioni legate al diabete.
Se il paziente preferisce, può provare prima a migliorare lo stile di vita per vedere se i valori migliorano.
Prevenzione secondaria e ipercolesterolemia grave
Per chi ha già malattie cardiovascolari, si raccomanda la statina alla dose massima tollerata. Se il colesterolo LDL non scende abbastanza, si può aggiungere un altro farmaco chiamato ezetimibe e, se necessario, un inibitore del PCSK9, un trattamento più recente ed efficace.
Per chi ha ipercolesterolemia grave (LDL-C > 190 mg/dL), non serve calcolare il rischio: è indicato iniziare subito la statina alla dose massima. Se il colesterolo resta alto, si aggiungono ezetimibe e, se serve, inibitori del PCSK9.
Considerazioni per anziani, bambini e adolescenti
Le linee guida parlano anche di persone sopra i 75 anni e di giovani con problemi di colesterolo:
- Negli anziani con LDL-C tra 70 e 189 mg/dL si può iniziare una statina a intensità moderata.
- Si può sospendere la statina se ci sono problemi di salute che riducono i benefici.
- Nei bambini e adolescenti con problemi di colesterolo legati all’obesità si consiglia di modificare lo stile di vita con una dieta equilibrata e attività fisica.
- Se dopo 3-6 mesi non ci sono miglioramenti e il colesterolo LDL è molto alto, si può iniziare la terapia con statine.
- Nei giovani con storia familiare di malattie cardiache o colesterolo alto si consiglia di controllare il profilo lipidico già da 2 anni di età per individuare forme ereditarie.
In conclusione
Le nuove linee guida AHA/ACC offrono un approccio più personalizzato e basato su dati aggiornati per gestire il colesterolo alto. Puntano a migliorare la comunicazione tra medico e paziente, valutare con attenzione il rischio individuale e usare terapie efficaci come le statine e, se necessario, nuovi farmaci come gli inibitori del PCSK9. Anche i gruppi di età più giovani e più anziani sono considerati per garantire un trattamento adeguato e sicuro.