CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 20/03/2019 Lettura: ~2 min

NOAC a bassa dose e cirrosi: efficacia e sicurezza

Fonte
Hsin-Fu Lee et al, Journal of the American Heart Association. Marzo 2019 doi.org/10.1161/JAHA.118.011112

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rita Del Pinto Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo parla di uno studio che ha valutato l'uso di farmaci anticoagulanti chiamati NOAC in pazienti con cirrosi epatica e fibrillazione atriale. L'obiettivo è capire se questi farmaci sono efficaci e sicuri in queste persone, rispetto a un anticoagulante tradizionale chiamato warfarin.

Che cosa significa lo studio

I pazienti con cirrosi epatica e fibrillazione atriale non valvolare (un tipo di battito cardiaco irregolare) non erano stati inclusi negli studi precedenti sui farmaci anticoagulanti orali. Per questo motivo, non si sapeva se i NOAC (farmaci che prevengono la formazione di coaguli senza agire sulla vitamina K) fossero migliori o più sicuri del warfarin in queste persone.

Come è stato condotto lo studio

Gli autori hanno analizzato i dati di 2428 pazienti con cirrosi e fibrillazione atriale in Taiwan, che assumevano uno dei seguenti farmaci anticoagulanti:

  • Apixaban (171 pazienti)
  • Dabigatran (535 pazienti)
  • Rivaroxaban (732 pazienti)
  • Warfarin (990 pazienti)

I pazienti sono stati seguiti dal 2012 al 2016 per vedere se si verificavano eventi come ictus, embolia o sanguinamenti.

Risultati principali

  • Il rischio di ictus ischemico (blocco del flusso sanguigno al cervello), embolia (coaguli che si spostano nel corpo) e emorragia intracranica (sanguinamento nel cervello) era simile tra chi assumeva NOAC e chi assumeva warfarin.
  • Chi assumeva NOAC aveva un rischio significativamente più basso di sanguinamento gastrointestinale (sanguinamento nello stomaco o intestino) e di sanguinamento maggiore rispetto a chi assumeva warfarin.
  • La maggior parte dei pazienti (90%) usava NOAC a basse dosi, ad esempio apixaban 2,5 mg due volte al giorno, rivaroxaban 10-15 mg al giorno o dabigatran 110 mg due volte al giorno.
  • In particolare, dabigatran e rivaroxaban erano associati a un rischio più basso di sanguinamenti maggiori rispetto al warfarin.
  • Nei pazienti con cirrosi non alcolica o meno avanzata, i NOAC sembravano offrire un vantaggio anche nel ridurre il sanguinamento gastrointestinale.

Cosa significa per i pazienti

Lo studio suggerisce che nei pazienti asiatici con cirrosi epatica e fibrillazione atriale non valvolare, i NOAC a basse dosi possono essere un'opzione efficace e più sicura rispetto al warfarin per prevenire problemi legati ai coaguli di sangue.

In conclusione

I NOAC a basse dosi mostrano un rischio simile di eventi tromboembolici (come ictus ed embolia) rispetto al warfarin, ma con un rischio inferiore di sanguinamenti importanti nei pazienti con cirrosi epatica e fibrillazione atriale. Questo indica che i NOAC possono rappresentare una scelta efficace e più sicura per la prevenzione dei coaguli in questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rita Del Pinto

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA